Via al processo ai Moggi. Anzi no

Tra i sei imputati, oltre Lucianone e suo figlio Alessandro, anche Lippi jr. L’accusa: associazione per delinquere, minacce e violenza privata

da Roma

Sarà la prima udienza penale sul calcio del dopo scandalo. Il processo è per la vicenda Gea, davanti al giudice della decima sezione del tribunale di Roma dovranno comparire in sei: Luciano e Alessandro Moggi, Davide Lippi, Franco Zavaglia, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo. L’accusa è pesante: associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minacce e violenza privata.
Nel febbraio scorso i pm romani Palamara e Palaia chiesero il rinvio a giudizio di otto persone (oltre ai sei succitati, l’ex socio della Gea, Riccardo Calleri, e l’ex patron del Perugia, Luciano Gaucci, al quale veniva contestata solo l’illecita concorrenza). Alla base della richiesta la ricostruzione dell’organizzazione Gea World che dal settembre del 2001 al luglio del 2006 (momento in cui è stata messa in liquidazione) avrebbe operato in modo da alterare il mercato giocatori - 232 erano i calciatori riconducibili alla società - con conseguenze sulla regolarità degli stessi campionati. Il giudice dell’udienza preliminare Azzolini ha in seguito prosciolto Calleri e Gaucci perché il fatto-accusa non sussisteva. Le posizioni di Chiara Geronzi, dell’ex dg della Lazio, Giuseppe De Mita, e di Tommaso Cellini erano state già archiviate prima dell’udienza davanti al Gup.
Oggi alle 9 in piazzale Clodio il primo atto del processo, anche se si tratterà di un’udienza puramente procedurale: sicura l’assenza di Alessandro Moggi e Franco Zavaglia, che un mese fa si è rivolto al Tar del Lazio per accedere agli atti che hanno portato al cambio del Gup (da Mariani ad Azzolini), ma non è da escludere anche il forfeit degli altri rinviati a giudizio. Gli avvocati chiederanno l’allungamento dei termini di difesa e presenteranno alcune obiezioni. Dovrebbero essere nominati i testimoni e poi si rimanderà tutto all’autunno (settembre, più probabilmente ottobre). Anche l’inchiesta sportiva si chiuderà dopo l’estate: l’appendice a Calciopoli (le presunte schede Sim regalate da Moggi agli arbitri) ha rallentato i tempi dello staff di Borrelli.
E oggi il consiglio federale nominerà i cinque componenti del nuovo Csm della giustizia sportiva: il presidente del Tar del Lazio, De Lise, e lo stesso Borrelli i nomi già scelti dalla Figc (il terzo sarà un giurista di alto livello), il Coni ha indicato l’ex presidente della Corte Costituzionale, Capotosti e il numero due della Corte dei Conti, Squitieri.