Processo alle Bestie di Satana: chiesto il «danno catastrofico»

da Busto Arsizio (Varese)

La parola passa ai parenti delle vittime. Nel processo in Corte d'assise alle Bestie di Satana gli avvocati di parte civile hanno presentato il conto agli assassini. La richiesta complessiva di risarcimento è di 5 milioni 900mila euro per le famiglie di Fabio Tollis, Chiara Marino, Mariangela Pezzotta e Andrea Bontade (i primi tre assassinati, l'ultimo indotto al suicidio). Gli avvocati hanno chiesto anche il riconoscimento della penale responsabilità agli imputati e che siano concessi ai famigliari delle vittime i danni morali e psicologici. Per la famiglia Marino e la famiglia Tollis è stato chiesto anche il riconoscimento del danno catastrofico.
Gli avvocati Vincenzo Gallo (per i Marino) ed Emilio Beretta (per i Tollis) hanno infatti sostenuto che va riconosciuto quel tipo di danno, appunto catastrofico, provocato alle vittime - e di conseguenza anche ai familiari - che hanno la consapevolezza di morire in modo atroce. Tutti gli avvocati hanno espresso considerazioni molto positive sulle indagini effettuate dalla Procura, ma i difensori della famiglia Pezzotta, gli avvocati Alberto Arrigoni e Salvatore Cosco, hanno sottolineato il comportamento processuale «ipocrita» di Elisabetta Ballarin per la quale avrebbero preferito che l'accusa chiedesse una pena maggiore rispetto ai 26 anni proposti. Anche per l'induzione al suicidio di Andrea Bontade, i 7 anni proposti dall'accusa, secondo la parte civile, sono una pena troppo lieve.
Gallo ha poi ricordato come l'alibi di Sapone per la sera del delitto Tollis-Marino non sussista, visto che la sua presenza in macchina con gli altri è accertata da più testimonianze, come anche quello di Ozzy, aggressivo «come un animale feroce» (le testimonianze secondo cui ringhiava e mordeva restano tra le più impressionanti, ndr), che il giorno del delitto aveva la possibilità di uscire dal lavoro. Lo aveva fatto altre volte in precedenza, come dimostrerebbero le intercettazioni telefoniche a suo carico. Gallo ha poi difeso la figura di Chiara Marino, umiliata dagli imputati anche in aula, che secondo la parte civile è stata uccisa per aver compreso la ferocia del gruppo: lei voleva andare via, ma gli altri volevano tenerla al guinzaglio per poi eliminarla.
L’avvocato Arrigoni ha ricostruito la vicenda dell’omicidio Pezzotta, sottolineando come la Ballarin e Sapone abbiano portato avanti una difesa sciagurata, mentendo ripetutamente alla corte, aggravando le proprie posizioni. L’avvocato Cosco ha ribadito come la Ballarin abbia cambiato più volte versione, con l’obiettivo chiaro di coprire Sapone.
È stato poi il turno dell'avvocato Emilio Beretta, che con un discorso forte e veemente, ha ricordato particolari atroci del delitto Tollis-Marino, come la ricostruzione fatta da Volpe nel corso dell'incidente probatorio: Sapone ha colpito Chiara Marino con una coltellata, mentre lei urlava «No! Perché? Perché?» e Maccione si scagliava contro Fabio Tollis, colpendolo a martellate prima alle ginocchia e poi alla testa, frantumandogli il cranio e uccidendolo.