Processo bis, deferita la Reggina

Gian Piero Scevola

Adesso la Reggina è proprio inguaiata. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha infatti deferito il club reggino per illecito sportivo relativamente a tre partite del campionato 2004-’05. Con il club indagato anche il presidente Lillo Foti per quello stesso articolo 6 (ma anche art. 1) che, se dimostrato, potrebbe portare alla retrocessione dei calabresi (col solo art. 1 potrebbero invece restare in A con pesante penalizzazione). I deferimenti si sono però tinti di giallo perché, annunciati per le 15 di ieri, posticipati poi alle 19, sono slittati a oggi. Salvo che per la Reggina, i cui avvocati nella serata di ieri sono stati informati del deferimento e sono venuti in possesso degli atti. Nel filone bis delle indagini sulle intercettazioni, Palazzi si è attenuto alla relazione di Francesco Saverio Borrelli che ha trovato motivo di illecito nelle gare che la Reggina ha giocato con Atalanta, Sampdoria e Palermo. Pesano le telefonate intercettate dai carabinieri tra Foti e l’ex designatore Bergamo agli atti della Procura di Napoli per il presunto reato di frode in ambito sportivo.
Ma non è finita perché sono stati deferiti (per omessa denuncia) anche gli arbitri Dondarini e Pieri, che ora verranno sospesi dal raduno di Sportilia e forse oggi potrebbe toccare anche a Pierluigi Collina, tutti coinvolti per le telefonate troppo calde. Inguaiato anche l’Arezzo (anche se la posizione dei toscani sembra molto alleggerita, non articolo 6, ma articolo 1), per le telefonate dell’assistente Titomanlio che, intercettato, si vantava con l’addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, e con l’ex designatore Mazzei di aver bloccato i campani quando «la Salernitana stava facendo pressione».
Se Palazzi si fa desiderare, passa decisamente all’attacco il commissario straordinario Guido Rossi che, di fronte alla litigiosità dei dirigenti di Lega che non riescono a trovare una guida per la Confindustria del calcio, ha posto l’aut-aut con una lettera ultimatum: se entro il 29 agosto la Lega non nominerà il presidente e gli organi di rappresentanza, arriverà il commissario. E oggi l’assemblea della Lega dovrà, al terzo scrutinio, trovare almeno 28 voti per eleggere il presidente. In pista è tornato Antonio Matarrese, una vera minestra riscaldata, a dimostrazione di come i nostri dirigenti non sappiano rinnovarsi.