Processo bis a Geronzi per la vicenda Eurolat

Processo bis a Cesare Geronzi per l’affare Eurolat: l’ex presidente di Capitalia, delle Generali e di Mediobanca, già condannato a quattro anni di carcere per concorso nella bancarotta della Cirio, è stato nuovamente rinviato a giudizio davanti al tribunale di Roma. Anche stavolta, al centro del processo ci sono le pesanti pressioni che Geronzi - d’intesa con Sergio Cragnotti, anch’egli rinviato a giudizio - esercitò su Calisto Tanzi perché Parmalat comprasse a prezzo galattico la Eurolat, il disastrato braccio della Cirio nel settore del latte. Il 5 luglio scorso, Geronzi si è già visto rifilare quattro anni per bancarotta. E ieri il giudice preliminare Tommaso Picazio ordina che sia nuovamente processato, stavolta per estorsione ai danni di Tanzi, oltre che per una nuova imputazione di bancarotta relativa al crac della stessa Eurolat.
Sono vicende talmente connesse e sovrapponibili che ieri il legale di Geronzi, Ennio Amodio, accusa i giudici di voler processare il banchiere due volte per le stesse accuse, e d’altronde anche la procura di Roma aveva in passato sposato una tesi simile. Ma dopo un batti e ribatti procedurale, ieri arriva la decisione: processo per Geronzi e Cragnotti, con inizio il 25 gennaio. Tra gli elementi d’accusa, il peso decisivo lo hanno avuto le dichiarazioni di Tanzi e soprattutto quelle assai più esplicite del suo ex braccio destro Fausto Tonna: «L' accordo per Eurolat venne raggiunto dopo un incontro con Geronzi che disse che dovevamo comprare a quel prezzo altrimenti avrebbero chiuso gli affidamenti che allora ammontavano a 150-200 milioni di euro. Noi sostenemmo che l' azienda non valeva 420 milioni ma almeno 150 in meno. Geronzi fece capire che dovevamo comperarla per forza e noi decidemmo di accettare».
Ieri intanto il tribunale di Milano ha depositato le motivazioni delle condanne ad altri ex big della finanza, tra cui l’ex governatore di Bankitalia Fazio, per la scalata sottobanco a Antonveneta.