Con il processo breve troppe prescrizioni? Bugia, vi spiego perché

CAMBIO Oggi le cause finiscono nel nulla indiscriminatamente. La legge darà le priorità

La critica al progetto sul processo breve, con la tesi che esso manderebbe in prescrizione troppi processi penali è frutto di un errore matematico. Infatti è proprio l'attuale intasamento degli uffici giudiziari che genera la prescrizione di molti processi. Un esempio pratico basta per capire che questo è un risultato matematico. Se in una città possono entrare dalle strade di accesso solo un tot di auto, perché questa è la loro capacità è inevitabile che si formi una coda di auto il cui viaggio risulta annullato per passaggio eccessivo di tempo. In questi casi, se si vogliono fare entrare nella città solo le auto con ragioni prioritarie, si ricorre al «razionamento». E si fa una selezione ragionata, in luogo di quella irrazionale determinata dalla congestione. Il risultato quantitativo non cambia, ma muta quello qualitativo. È ciò che fa la legge sul processo breve. Adotta un «filtro» per far passare i processi prioritari. Si è stabilito che hanno la precedenza quelli ai recidivi per le ipotesi considerate più pericolose e si è limitato il «filtro» al primo grado. Il filtro ai processi di primo grado automaticamente limita il carico nei successivi.
Secondo l'Annuario Istat 2009, in Italia nel 2007 le Procure della Repubblica hanno ricevuto in carico ben 3.365.000 processi penali, e ne hanno passati ai Gip e Gup (Giudici delle Indagini Preliminari e dell'Udienza Preliminare) 2.110.000. Questi ne hanno passati ai tribunali 427.000, le Corti di Appello ne hanno ricevuti 82.369 e la Cassazione circa 43.732. In questi vari passaggi, la «piena iniziale» si è via via ridotta, perché una parte sono stati smaltiti, ma una parte sono stati prescritti. Le Procure che ne hanno ricevuti 3.365.000 ne hanno smaltiti 3.162.000 vale a dire 203.000 in meno, il 6%. Gip e Gup ne hanno smaltiti 1.887.000 contro 2.110.000 ricevuti, ossia lo 8,9% in meno. I tribunali di vario genere ne hanno smaltiti 407.000 su 427.000 ricevuti, con una differenza di 20.000 in meno, pari al 5% mentre le Corti di Appello ne hanno smaltiti 78.400 contro 82.360 vale a dire il 4% in meno. La Cassazione ne ha smaltiti di più di quanti ne aveva ricevuti in carico, cioè 47.959 contro 43.732 ricevuti, ossia 4.427 in più pari al 9%. È stato più efficiente ed ha usufruito del fatto che l'intasamento nelle fasi iniziali ha operato da filtro, per la terminale riducendone il flusso in arrivo.
Con una capacità di carico data, quella che abbiamo visto per il 2007, molti processi si sono persi per strada. Moltissimi, soprattutto nelle prime fasi, è da supporre, per prescrizione. Il calcolo può essere fatto sulla base dell'Annuario Istat del 2008, che per ciascun grado di giurisdizione dà i processi che sono pendenti a fine 2006. Questi sommati ai processi sopravvenuti durante il 2007, danno il cumulo di processi del 2007. Sottraendo i processi smaltiti nel 2007 si dovrebbero avere i processi pendenti a fine anno. Se le due cifre non collimano, la differenza sono i «processi che si sono persi per strada», ossia, in gran parte, prescritti per decorrenza dei termini. Per le Procure il totale dei processi pendenti a fine 2006 è di 3.129.000 che sommati ai sopravvenuti danno 6.514.000. La differenza è 3.162.000, ma le pendenze di fine 2007 sono solo 2.945.000. Per i Gip e Gup il cumulo annuo è di 4.620.000 processi pendenti nel 2007, di cui 1.887.000 esauriti, sicché ne dovrebbero rimanere pendenti a fine anno 2.732.000, invece ce sono solo 1.694.000. Oltre un milione si è perso per strada. Per i tribunali i carichi pendenti erano nel 2007 di 910.000 processi. E poiché se ne sono esauriti 407.000, a fine anno ne dovrebbero esser pendenti 503.000 circa. Ma sono 494.000. Ce ne sono 9.000 in meno pari allo 1%. La percentuale che il ministro Alfano stima venga eliminata con il processo breve. Ma dai tribunali ne sono usciti nel 2007 ben 481.000 che sommati a quelli pendenti a fine 2006, pari a 153.000 fanno 634.000. In appello però nel 2007 sono stati ricevuti solo poco più di 82.000 processi.
Il divario fra le due cifre dei processi esauriti in tribunale e ricevuti in appello è enorme, si tratta di mezzo milione. In parte si tratta di rinunce ad appellare, ma che ci siano anche molte prescrizioni appare evidente. In Cassazione nel 2007 sono giunti 48.000 processi mentre in Appello se ne erano esauriti 82.000 e altri 37.000 erano arrivati dal 2006, in totale 119mila. La differenza fra quelli usciti dall'Appello e quelli arrivati in Cassazione è di 70mila casi, che si sono persi per strada per stanchezza o altre cause.