Processo breve, vertice del Pdl con il premier

Dal premier sono arrivati il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo alcune indiscrezioni al centro del summit ci sarebbe la riforma della giustizia. Famiglia Cristiana torna all'attacco: &quot;Processo breve è falsa priorità&quot;<br />

Roma - Vertice fiume oggi a Palazzo Grazioli con Berlusconi per le ultime limature al testo sul processo breve da proporre in Parlamento. Il premier elabora la linea sulla quale poi incalzare i finiani che hanno una posizione attendista: aspettiamo che il governo sciolga i nodi da noi evidenziali, spiega il capogruppo Fli alla Camera Bocchino. Scettico su una intesa Pdl-Fli il leader del Pd Bersani: con Berlusconi sarà difficile ottenere modifiche al testo. A Palazzo Grazioli sono giunti a più riprese i Ministri Alfano, Tremonti e Frattini, il sottosegretario Gianni Letta e il responsabile Giustizia del Pdl Ghedini. Il Fli, intanto, insiste sulla necessità di modifiche: "Il testo - ricorda il capogruppo Bocchino -, era finito su un binario morto al Senato per le perplessità circa il danno arrecato ad un numero elevato di procedimenti pendenti. Aspettiamo che il governo ci illustri come sciogliere questi nodi". Che finiani e Pdl si stiano mettendo d’accordo "per adesso sono cose ipotetiche, ma il vero problema è quello della norma transitoria", osserva invece il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Credo che la questione - continua Bersani -, sia la norma transitoria, tutto il resto è un tema che può essere discusso sulla base di una riflessione sul sistema giustizia".

Famiglia Cristiana attacca: "Una falsa priorità" Invece di affrontare temi importanti come quello della famiglia, la politica italiana è "alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto "processo breve". Lo scrive Famiglia Cristiana sottolineando che sì "le elezioni anticipate appaiono scongiurate" ma nei cinque punti proposti come urgenze dal Governo al primo posto figura questo provvedimento che "per renderlo meno indigesto all’opinione pubblica, si chiamerà processo in tempi ragionevoli. E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze". "Per i politici - dunque - il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune".