Processo civile più rapido, c’è il sì Alfano: "Una vittoria straordinaria"

Via libera al Senato. Il ministro: "Maggiore efficienza con
l’introduzione dei riti alternativi". Arrivano la mediazione civile, il
filtro ai ricorsi in Cassazione e la testimonianza scritta

Roma - «Si tratta di una vittoria straordinaria». È particolarmente soddisfatto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che commenta così il via libera appena concesso da Palazzo Madama alla riforma che punta ad un riordino ed allo snellimento del processo civile.
Con le nuove norme, osserva Alfano, si vuole assicurare «una forte accelerazione dei giudizi, snellendone le varie fasi e garantendo una decisione più rapida delle controversie». L’obbiettivo finale è quello inseguito da sempre e fino ad ora mai raggiunto, di «una migliore efficienza dell’attività giurisdizionale, introducendo anche strumenti alternativi per la risoluzione delle liti rispetto al ricorso al giudice». Anche questa riforma dunque procede nella linea della semplificazione burocratica, mettendo al centro i diritti dei cittadini.

La riforma del processo civile e di quello amministrativo (contenuta nel ddl sullo sviluppo economico, la semplificazione e la competitività) è passata con 147 sì e 108 no. Fra i 7 astenuti i rappresentanti dell’Udc perché, spiega il presidente dei senatori centristi, Gianpiero D’Alia, si ritiene «imprescindibile» la riforma del processo civile. Il provvedimento, già approvato dalla Camera lo scorso 2 ottobre, dovrà ora tornare a Montecitorio proprio per le modifiche apportate nelle parti che riguardano il processo civile e il processo amministrativo.

Ma quali sono i punti qualificanti del provvedimento? Per il Guardasigilli in particolare «l’introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti». La mediazione avverrà «davanti a organismi professionali riconosciuti, anche attraverso procedure telematiche». Le parti che utilizzeranno la mediazione avranno la possibilità di accedere ad agevolazioni fiscali ed il procedimento di mediazione non potrà durare più di quattro mesi.

E ancora con le nuove norme verrà introdotto un modello generale di procedimento sommario di cognizione «più snello e alternativo al rito ordinario» in tutte quelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica. Sarà un procedimento meno formale e più flessibile che però non lederà il principio del contraddittorio ed il diritto di difesa.

Si procederà pure alla semplificazione dei riti civili (che sono più di trenta) attraverso la riconduzione di tutti i procedimenti ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile: rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, rito sommario di cognizione. Nell’ottica di agevolare l’attività degli operatori del diritto il Parlamento ha già ricondotto con effetto immediato al rito ordinario di cognizione le cause in materia societaria sopprimendo «il farraginoso rito societario». Prevista pure l’applicazione del rito ordinario per le cause in materia di incidenti stradali.

Tra le altre novità segnalate dal ministro anche l’introduzione di un filtro per l’ammissibilità dei ricorsi in Cassazione allo scopo «di deflazionare il carico di lavoro del giudice di legittimità, ponendolo in linea con gli standard europei e internazionali».

Si prevede inoltre uno strumento di coercizione nei confronti del debitore per ogni giorno di inadempienza di alcune tipologie di obbligazioni. Poi l’inserimento di sanzioni processuali a carico di chi ritarda, con il proprio comportamento, la conclusione del processo. Per rendere più efficiente il processo civile si prevede pure l’aumento delle competenze del giudice di pace, la semplificazione della fase di decisione delle controversie, la riduzione dei tempi per il compimento dei singoli atti processuali e la prova testimoniale scritta, previo accordo tra le parti.

«Con l’approvazione della nuova normativa sul processo civile e amministrativo continua l’azione riformatrice del governo e della maggioranza di centrodestra», osserva il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.