Processo Eternit, un testimone: "L'azienda sapeva dal 1962"

François Iselin, già architetto del Politecnico di Losanna: "Sin dal 1962 era universalmente noto che l’amianto causava il
cancro"

Torino - Sono dichiarazioni che faranno discutere. E non poco. "Sin dal 1962 era universalmente noto che l’amianto causava il cancro. Bisognava abbandonarlo. Ma la Eternit fino al 1990 lo ha utilizzato due volte più di prima". Lo ha detto al maxiprocesso di Torino un testimone svizzero, François Iselin, già architetto del Politecnico di Losanna che per decenni si è occupato di questioni relative all’amianto (oggi è consulente del Caova, un comitato svizzero di aiuto e orientamento alle vittime del minerale killer). "In Eternit - ha precisato - si disse nel 1975 che l’amianto era potenzialmente pericoloso ma che si potevano evitare problemi adottando misure di controllo. Il punto è che non si può mai evitare la contaminazione".

Iselin ha spiegato che in Svizzera l’amianto è stato vietato nel ’90 ma che Eternit ha ottenuto una proroga fino al ’94; inoltre ancora oggi ci sono aziende che possono ottenere dal governo speciali autorizzazioni per continuare a impiegarlo, anche se il tutto è avvolto dal segreto («è confidenziale»).

La testimonianza di Iselin non ha convinto le difese. L’avvocato Giovanni Lageard, dopo aver sottolineato che lo svizzero non conosce la composizione societaria di Eternit, ha commentato, in una pausa dell’udienza, che "il teste, nonostante sostenga di aver seguito la questione per tanti anni non è informato su un sacco di situazioni, e non ha nemmeno fatto una semplice visura camerale". I difensori hanno anche osservato che il verbale della testimonianza resa da Iselin durante le indagini, non è stato depositato agli atti eppure lo si può trovare sul sito internet dell’avvocato di parte civile Sergio Bonetto. Anche per questo la difesa non ha controinterrogato lo svizzero.