Processo G8, scontro fra le toghe

Piero Pizzillo

Vivace battaglia oratoria tra difensori dei poliziotti e legali dei no global (in quest’occasione persone offese) nell’aula bunker del tribunale dove si celebra il processo ai 29 agenti, ispettori, funzionari e dirigenti accusati di lesioni ai danni di circa 90 manifestanti, arresto illegale, calunnia e falso, in relazione al blitz nelle scuole Diaz e Pascoli nella penultima giornata del G8 (21 luglio 2001). Dopo la presa di possesso del nuovo collegio presieduto da Gabrio Barone (ha sostituito la terza sezione che si è sciolta perché il presidente Dino Di Mattei è stato nominato procuratore capo di Imperia e uno dei due giudici, Vincenzo Pupa, è andato in pensione), è iniziata la discussione sulle costituzione delle parti civili, ammesse nella precedente udienza, ma fortemente contrastate dai difensori. L’avvocato Silvio Romanelli (assiste l’allora comandante del primo reparto mobile di Roma Vincenzo Canterini, il suo vice Michelangelo Fournier e alcuni capisquadra), si è opposto «alla costituzione della Federazione nazionale della Stampa e del Genoa social Forum di cui era portavoce Vittorio Agnoletto perché non hanno avuto un danno diretto da parte degli imputati. La libertà di stampa e di associazione sono tutelate dalla Costituzione e non riguardano le lesioni e il falso, di cui sono accusati gli indagati. Il Genoa social forum non ha prodotto un atto che dimostri che Agnoletto aveva poteri legali». Dichiarazione condivisa dall’avvocato Piero Porciani, secondo cui dovrà essere chiarita a vari livelli la posizione del Social Forum: «Ricordo d’aver visto in Tv le pettorine del Social forum, segno evidente che sapevano che vi sarebbero stati scontri». Presenti in aula Agnoletto e Dario Frattini, dirigente nazionale di Fiamma Tricolore, quest’ultimo per esprimere solidarietà a «questi poliziotti che hanno subito oltraggio e violenza dai no global». Il 6 luglio, prossima udienza.

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