"Processo lungo", il governo accelera Lega: meno fiducie ci sono meglio è

Il nuovo Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, rilancia la riforma della giustizia: "Basta scontri tra la politica e le toghe". Anche Napolitano chiede maggiore coesione: "Serve uno scatto". Intanto il governo pone la fiducia sul
cosiddetto "processo lungo": si voterà domattina alle 10

Roma - "Più garanzie per i parlamentari sotto inchiesta, la questione dell’abuso delle intercettazioni e quella del passaggio dalla politica alla magistratura, la depenalizzazione dei reati minori per svuotare le carceri". Intervistato dai principali quotidiani nazionali, il nuovo Guardasigilli Nitto Francesco Palma affronta i nodi della Giustizia e rilancia l'azione riformatrice del governo. Il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha fatto sapere che è stata posta la fiducia sul "processo lungo". La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha poi deciso che si voterà domani mattina alle 10.

Il proposito di Nitto Palma Dopo il giuramento, questo pomeriggio, "la prima cosa che farò sarà dimettermi dalla magistratura. E non rientrerò più", afferma Palma, secondo cui "il problema del magistrato in politica va risolto con una legge che stabilisca i percorsi d’ingresso in rapporto ai collegi elettorali dove il candidato ha esercitato la sua attività di magistrato, sia per quanto riguarda il rientro in magistratura dopo l’esperienza politica". "Credo che a tutti stia a cuore - rileva il neoguardasigilli - la terzietà del giudice e francamente come essere giudicati terzi se poi in politica si fanno scelte di parte?". Per il nuovo ministro, "il contrasto tra magistratura e politica deve finire". Per questo "mi impegno ad avere un dialogo chiaro con l’opposizione politica e principalmente con la magistratura e l’avvocatura". L’obiettivo, sottolinea, è "varare le riforme che rispondano al principio costituzionale del giusto processo, che puntino a velocizzare i processi nel rispetto dei diritti su tutte le parti". Per i parlamentari sotto inchiesta, Palma pensa a maggiori garanzie. "Un giudice chiede l’arresto di un parlamentare e il Parlamento dice no, ma l’indagine e il processo vanno avanti lo stesso", osserva. "Non sarebbe meglio immaginare di spostare la competenza territoriale e far proseguire il processo davanti a un altro giudice?". In merito al processo lungo, "in Senato sentirò le ragioni dell’opposizione", assicura Palma. "Sono disposto a ragionare su tutto, sono disposto anche a cambiare idea se mi dimostrano che le norme, sul piano tecnico, sono contrarie alla Costituzione, sono causa di inefficienza e del mancato raggiungimento di un verdetto giusto". Quanto alle intercettazioni, "lo strumento è indispensabile ma bisogna eliminare le anomalie. Intercettare è un sistema rapido ma deve essere usato eccezionalmente". Altra questione sul tavolo è il sovraffollamento delle carceri. "Metterò a punto un programma di depenalizzazione dei reati minori per svuotarle", promette Palma. "L’inefficienza dell’ elefantiaca macchina della giustizia dipende dall’eccessiva criminalizzazione, cioè dal fatto che le leggi prevedono la sanzione penale per violazioni che negli altri paesi sono punite con sanzioni amministrative o civili".

Napolitano chiede maggiore coesione "Intendo mettere a fuoco il punto critico insostenibile cui è giunta la questione" dello stato della giustizia e delle carceri "sotto il profilo della giustizia ritardata e legata o deviata da conflitti fatali tra politica e magistratura". Nel suo intervento al convegno sulla giustizia dei Radicali Italiani, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto di fare uno scatto per essere più unita. "La politica è debole e irrimediabilmente divisa, incapace di scelte coraggiose, coerenti e condivise", ha sottolineato il presidente della Repubblica. "Noi dovremmo tutti essere capaci di un simile scatto - ha concluso il capo dello Stato - non fosse altro che per uno spirito di sopravvivenza nazionale".

Bossi: "Meno fiducie ci sono meglio è" "Io ho sempre pensato che meno fiduce si mettono meglio è". È la risposta del leader della Lega, Umberto Bossi, ai giornalisti che sottolineano la richiesta di porre la fiducia avanzata stamane dal Governo sul cosiddetto ’allunga processì. Richiesta che ha sollevato la protesta dell’opposizione al Senato.