Processo Mediaset, condanna per Berruti: due anni e dieci mesi

Dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente sentenza il tribunale di Milano ha scritto il nuovo verdetto d'appello: 2 anni e 10 mesi al deputato del Pdl per riciclaggio sui presunti fondi neri Mediaset

Milano - La Cassazione aveva annullato la precedente sentenza d'appello. Oggi è arrivata quella nuova: il deputato del Pdl Massimo Maria Berruti è stato condannato a due anni e dieci mesi di reclusione per riciclaggio nel processo milanese d’appello sui presunti fondi neri Mediaset. Si è concluso così il processo d'appello bis dopo che la Cassazione aveva annullato la sentenza di secondo grado, con cui aveva in parte assolto nel merito e in parte dichiarato prescritte le accuse contro l’ex consulente della Fininvest. "Non sono soddisfatto perché mi aspettavo l’assoluzione", comunque "faremo ricorso in Cassazione". Lo ha detto l’avvocato Giorgio Perroni, legale del deputato del Pdl.

Pena condonata I giudici della prima corte d’appello di Milano nel condannare il deputato del Pdl non hanno applicato alcuna pena accessoria per il parlamentare. Dunque non è stata comminata all’imputato l’interdizione dai pubblici uffici che, in caso di condanna definitiva, avrebbe potuto farlo decadere dalla carica di parlamentare. Inoltre, la pena di due anni e dieci mesi per il deputato è indultata, ossia interamente condonata.

Rischio prescrizione Rischia di cadere in prescrizione la sentenza pronunciata questo pomeriggio dalla prima corte d’appello di Milano che ha condannato Berruti ritenendolo colpevole di riciclaggio di presunti fondi neri legati alla compravendita dei diritti televisivi da parte di Mediaset. È quanto spiega il difensore del deputato del Pdl, Giorgio Perroni: "Questo processo è a rischio prescrizione qualora la Corte di Cassazione dovesse giudicare ammissibile il ricorso che, lette le motivazioni della condanna, presenteremo". Di fatto l’episodio contestato a Berruti "scade" per prescrizione domenica prossima, 27 febbraio. Però, se la Suprema Corte dovesse respingere perché inammissibile il nuovo ricorso dei legali, il verdetto pronunciato oggi varrebbe a tutti gli effetti. Al contrario, se la Cassazione dovesse accogliere il nuovo ricorso di Berruti, allora il procedimento sarà dichiarato prescritto.

La vicenda processuale Il deputato, ex consulente Fininvest ed ex militare della guardia di finanza, è stato riconosciuto colpevole di un’operazione di riciclaggio avvenuta il 21 novembre del 1995. Il processo a Berruti è uno stralcio del procedimento principale per presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi Mediaset, nel quale è imputato per frode fiscale Silvio Berlusconi e che riprenderà lunedì prossimo. L’11 gennaio scorso la Cassazione aveva annullato con rinvio una precedente sentenza della corte d’appello del 14 ottobre che aveva in parte assolto e in parte dichiarato prescritto il reato per Berruti. Secondo la Suprema Corte, infatti, la prescrizione per l’ultimo episodio di riciclaggio del 21 novembre del ’95 maturerà solo il 27 febbraio, domenica. Proprio per questo episodio, oggi i giudici hanno condannato il parlamentare a due anni e dieci mesi. Il sostituto pg Laura Bertolè Viale aveva chiesto una condanna a tre anni. La condanna di Berruti è arrivata dunque prima della scadenza del termine di prescrizione. Adesso però il suo legale potrà fare ricorso in Cassazione. Qualora il ricorso venga dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte, varrà la condanna arrivata prima del termine di prescrizione. Se il ricorso invece verrà preso in esame, il reato sarà prescritto.