Al via il processo a Nabil: testimoni i genitori di Vera

«Sono certo che i graffi sul volto di Nabil li abbia fatti Vera per difendersi». Lo ha detto ieri Reinhard Heinzl, padre della giovane turista tedesca il cui cadavere fu ritrovato nel Tevere il 20 agosto 2004, testimoniando all’apertura del processo che vede imputato per la morte della figlia il nordafricano Nabil Benyahya. Sulla questione dei graffi di Nabil ha parlato anche Teresa Hill, amica di Vera: «Quando lo abbiamo visto la sera del 18 a piazza Navona non aveva alcun segno». Nabil, dal canto suo, ha sempre detto di essersi graffiato cadendo da uno scoglio e di non avere violentato la ragazza.