Al via il processo Scazzivietate tutte le telecamereE in cella Sabrina piange

A Taranto è iniziato il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi. Le riprese televisive sono state vietate, tranne che per il programma "Un giorno in Pretura". <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery.pic1?ID=3651" target="_blank">Guarda le foto</a></strong>

A Taranto è iniziata la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana. In aula, in una gabbia alla sinistra della Corte di Assise, le due imputate, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, mamma e figlia. Sono accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

Presente anche Michele Misseri, accusato di concorso in soppressione di cadavere. In tutto gli imputati sono nove, tra i quali c'è anche l’ex legale di Sabrina, l’avvocato Vito Russo, accusato di aver minacciato un testimone al fine di fargli riferire dichiarazioni false durante le indagini. In aula è presente anche la famiglia Scazzi: la madre Concetta Serrano, il padre Giacomo Scazzi e il fratello Claudio. Le persone ammesse ad assistere all’udienza del processo, fornite di apposito pass, sono in tutto settanta. E' presente anche il sindaco di Avetrana, Mario De Marco, che intende costituirsi parte civile per conto del Comune nei confronti della famiglia Misseri.

I difensori di Sabrina e Cosima si sono duramente opposti alla riprese televisive del processo e, in particolare, delle loro assistite che sono in aula dietro le sbarre. La Procura si è dimostrata favorevole alle riprese, così come la famiglia di Sarah che, tramite l’avvocato Valter Biscotti, ha fatto sapere di essere favorevole a patto che non vengano mostrate fotografie o reperti riguardanti la vittima che potrebbero urtare la loro sensibilità. Cesarina Trunfio, presidente della Corte, dopo aver sospeso l’udienza per decidere in proposito, ha stabilito il divieto di rispresa per tutte le telecamere, tranne per quelle della trasmissione "Un giorno in Pretura", in onda su Rai3. Il programma poi si impegnerà ad inoltrare le riprese alle altre trasmissioni. Nonostante questo parziale permesso non verranno comunque consentite le trasmissioni delle riprese dei 5 imputati che hanno negato espressamente il consenso, cioè Sabrina Misseri, Cosima Serrano, Carmine Misseri, Cosima Prudenzano e Antonio Colazzo e dei testimoni. Per quanto riguarda la trasmissione integrale del dibattimento, sarà consentita a definizione del processo, e quindi dopo la sentenza di primo grado. A quel punto testimoni e imputati decideranno se autorizzare le riprese complete o parziali dei loro interventi e delle loro immagini. Una cosa è certa, la Corte ha negato il permesso ai fotografi di essere presenti in Aula.

"L’abbiamo detto fin dall’inizio: in questa vicenda di cronaca nera purtroppo ci sono due vittime, una indiscutibile, la povera Sarah Scazzi, la seconda vittima è la città di Avetrana che ha subito un danno di immagine non indifferente". Queste le parole del vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia, che continua: "Non so se la responsabilità è di qualche mass media o di qualche attore protagonista di questa vicenda: questo lo stabilirà la Corte, confidiamo nella giustizia". Scarciglia ha poi confermato che il Comune chiederà un risarcimento, già proposto dal legale alla Corte. Anche la famiglia Scazzi ha già chiesto un risarcimento ai 5 principali imputati, che ammonta a circa 9 milioni di euro.

Intanto dietro le sbarre Sabrina piange, cercando di nascondersi dietro la madre per non farsi riprendere dalle telecamere.