Processo a Silvio, Milano ha fretta: udienze fissate anche al sabato

Richiamato d’urgenza anche il giudice D’Avossa, trasferito a La Spezia
Cancellieri costretti agli straordinari in caso di "legittimo
impedimento"

Milano Udienza anche di sabato, se sarà necessario per condurre a conclusione il processo a carico di Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti sui film da trasmettere in Tv, dei quali Mediaset avrebbe gonfiato il valore per creare rilevanti quantità di fondi neri. È il dibattimento che il tribunale di Milano aveva congelato dopo l’entrata in vigore del Lodo Alfano, che bloccava i processi per le alte cariche dello Stato. Abrogato il Lodo dalla Corte costituzionale, ieri il processo riparte dal punto in cui era iniziato. E il giudice Edoardo d’Avossa - che nel frattempo era stato trasferito a La Spezia ed è stato richiamato d’urgenza a Milano - fa subito sapere che si andrà avanti a ritmi sostenuti. Udienza ogni lunedì mattina; e se necessario - cioè se il presidente del Consiglio chiederà di far saltare l’udienza per assolvere ai suoi doveri istituzionali - si aprirà il tribunale anche il sabato successivo, costringendo i cancellieri a fare gli straordinari.
Alla ripartenza dei processi contro il Cavaliere si guardava con attenzione, dopo che la sentenza della Consulta li aveva rimessi in moto. A questo punto - e a meno che non vengano emanate nel frattempo altre leggi - possono andare verso la conclusione entrambi i processi: questo per la vicenda dei diritti televisivi, e quello per il caso Mills che riprenderà il 27 di questo mese, e che vede Berlusconi imputato di corruzione. Su entrambi, però, incombe il rischio prescrizione. Così per la Procura è importante andare avanti speditamente. E di conseguenza torna ad essere importante l’annoso tema dei «legittimi impedimenti», gli impegni parlamentari e governativi che giustificherebbero l’assenza del principale imputato e il rinvio dell’udienza. Che si debba tenere conto di questi impegni, d’altronde, lo ha detto la stessa sentenza della Corte costituzionale che ha abrogato il Lodo Alfano.
Ieri il pm Fabio De Pasquale si presenta in aula pronto a combattere. «Non credo che quella sentenza della Corte intendesse dire che i processi possono essere celebrati nelle “giornate libere” di un imputato», dice il pm. Secondo De Pasquale, il vertice mondiale della Fao, in corso da ieri a Roma, non è un impedimento assoluto: «L’iniziativa dura tre giorni, dal 16 al 18 novembre, e l’imputato potrebbe essere in aula la mattina e poi andare a Roma» aveva detto nei giorni scorsi. E ieri si presenta in aula pronto a ribadire il concetto. Ma a sminare la giornata provvedono i legali di Berlusconi, facendo sapere che - trattandosi di una udienza dal contenuto solo procedurale - il loro assistito rinuncia a essere presente. E comunicano che Berlusconi si è tenuto libero nell’agenda del mese di gennaio due lunedì, il 18 e 25, per essere in aula.
Il pm non è tanto d’accordo, ma il tribunale accoglie la proposta e fissa le due udienze. Da qui ad allora il processo andrà avanti per sbrigare problemi tecnici, tra cui il ricongiungimento con l’altro processo in corso per le stesse accuse contro Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset. Lo scontro, se scontro ha da esservi, è rinviato a gennaio. Cosa accadrà a quel punto è presto per dirlo. Il capo del governo riuscirà ad essere in tribunale a Milano tutti i lunedì o, in alternativa, il sabato mattina? O chiederà i rinvii delle udienze? E come si accavallerà questa disponibilità con quella che, inevitabilmente, verrà chiesta a Berlusconi anche dai giudici del caso Mills?
Anche su questo punto ieri gli avvocati del premier sembravano puntare sul dialogo col tribunale: «Non c’è nessuna volontà dilatoria, ma la volontà di essere presenti», hanno premesso, ma precisando che in aula «Berlusconi ci sarà se ci sarà qualcosa di rilevante». La parte «noiosa» del processo, insomma, può andare avanti anche senza di lui.