Processo Sme, assolto il Cavaliere

Il tribunale di Milano ha assolto Silvio Berlusconi dall’accusa di aver falsificato il bilancio Fininvest tra il 1986 e il 1989. Il fatto non è più previsto dalla legge come reato. La difesa: "Sentenza in ritardo di sei anni"

Milano - La prima sezione penale del tribunale di Milano ha prosciolto oggi l’ex-premier Silvio Berlusconi, per intervenuta prescrizione, dall’accusa di falso in bilancio nello stralcio della vicenda Sme. Si tratta di un provvedimento annunciato poiché i fatti contestati risalivano al 1986-1989 e quindi già prescritti da tempo. Inoltre i fatti in questione non sono più previsti dalla legge come reato, dopo la modifica della normativa sul falso in bilancio.

L'assoluzione Un'udienza lampo. La sentenza di assoluzione per Silvio Berlusconi nell’ambito del processo stralcio per la vicenda Sme e nel quale era accusato di falso in bilancio è stata letta dopo 5 minuti di camera di consiglio dai giudici della prima sezione penale presieduti da Antonella Bertoja. Il pm Ilda Boccassini aveva chiesto il non doversi procedere, per intervenuta prescrizione, ai giudici del tribunale di Milano. Il processo era stato sospeso il 28 ottobre 2002 in quanto era stata investita la Corte europea affinché valutasse la congruità della normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie.

Ghedini: "Sentenza in ritardo di sei anni" "Archeologia giudiziaria" dicono i legali di Berlusconi. Ghedini e Pecorella ricordano come il Tribunale di Milano avesse fatto ricorso nel 2004 "addirittura" alla Corte di giustizia europea. Il falso in bilancio, infatti, era stato stralciato dal processo principale relativo alla corruzione perché finiva "sotto accusa" la modifica della legge sui reati societari dell’aprile del 2002, intervenuta per iniziativa di un Parlamento a maggioranza di centrodestra. Per l’opposizione di centrosinistra si trattava di una delle "leggi ad personam". I giudici europei, però, spiegavano di non poter intervenire perchè non era loro compito sindacare le legislazioni dei singoli paesi. Ma il processo per falso in bilancio, fa notare ora Ghedini, restava comunque "in frigorifero". E solo un mese fa veniva fissato, come ultima tranche della montagna di atti processuali nati nel luglio del 1995 quando la supertestimone Stefania Ariosto iniziava a deporre a verbale in Procura a Milano per dire che c’erano dei giudici romani a libro paga di Cesare Previti, il quale utilizzava soldi della Fininvest di Silvio Berlusconi. "Questa sentenza - ha concluso Ghedini - arriva con un ritardo di sei anni".

Il processo Il processo era iniziato nel capoluogo lombardo sei anni fa. Veniva sospeso il 28 ottobre del 2002 quando era stata investita la Corte di giustizia europea affinché valutasse la congruità della nuova normativa italiana sul falso in bilancio con le direttive comunitarie. Proprio allora il processo venne sospeso. La Corte di Giustizia europea si è pronunciata nel 2005: i fatti contestati risalgono agli anni 1986-1989.