Procreazione, il Tar del Lazio boccia le linee guida della legge 40

Accolto il ricorso di un gruppo di associazioni: annullate per eccesso di potere le linee guida sulla fecondazione
medicalmente assistita. La parte contestata riguarda il divieto di
diagnosi preimpianto agli embrioni

Roma - Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di un gruppo di associazioni, fra le quali "Madre Provetta", "Amica Cicogna" e "Warm", annullando per eccesso di potere le linee guida sulla fecondazione medicalmente assistita, la legge 40. In particolare la parte contestata riguarda il divieto di diagnosi preimpianto agli embrioni contenuto nelle linee guida. Lo ha annunciato l’avvocato Gianni Baldini in rappresentanza dell’associazione Madre Provetta. Il tribunale amministrativo ha anche chiesto alla Consulta di pronunciarsi sulla costituzionalità della legge 40.

Ferrero: "Subito nuove linee guida" "Ottima la decisione del Tar del Lazio che boccia le linee guida sulla legge 40 varate dal governo Berlusconi, linee guida che sono più restrittive e oscurantiste della legge". È il giudizio del Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero sulla sentenza del Tar del Lazio contro le linee guida sulla legge 40. "Adesso - propone Ferrero - subito nuove linee guida »rischiarate dalla ragione" al fine di riconoscere alle donne quei diritti che ogni Stato laico e democratico dovrebbe riconoscere". 

Bertolini: "Basta con le sentenze politiche" "Le leggi si cambiano in parlamento e non nelle aule giudiziarie. Basta con le sentenze politiche che tentano di demolire in tutti i modi la legge 40. lo afferma Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, commentando il prununciamento del Tar del Lazio. "Dopo quelle di Cagliari e Firenze - ricorda Bertolini - la decisione del Tar del Lazio è l’ennesimo pronunciamento di un tribunale italiano in contrasto con una legge approvata dai rappresentanti del popolo e dal popolo ratificata con un referendum, peraltro con una maggioranza schiacciante"