Procura all’opera: «Scala, troppi posti e poca sicurezza»

Meno pubblico, più sicurezza. E qualche taglio imprevisto alla «cassa». Dalla prossima stagione teatrale, la Scala dovrà rinunciare a cento poltrone nella sala Monumentale. Perché sono cento i posti a sedere in più rispetto al progetto di ristrutturazione del Piermarini autorizzato dalla Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Così stabilisce una relazione dei vigili del fuoco chiamati dalla Procura ad eseguire degli accertamenti nel teatro. La più vistosa tra le irregolarità constatate, ma non l’unica.
La relazione tecnica, trasmessa il 14 gennaio scorso al procuratore aggiunto Nicola Cerrato e al sostituto procuratore Giulio Benedetti - titolari dell’inchiesta sulle presunte violazioni delle norme sulla sicurezza alla Scala - riferisce di «difformità nel posizionamento e nel numero delle poltrone» all’interno della sala Monumentale, dove i posti a sedere sarebbero 2mila 140 invece dei 2mila 40 previsti dal progetto. Ancora, i vigili sottolineano altre violazioni di minore portata: non sarebbero completamente in regola alcune porte tagliafuoco, in un locale ci sarebbero cavi elettrici e contatori in più rispetto a quanto stabilito, mentre nel sottopalco sarebbero stati creati locali di deposito fuori norma. E poi i posti nella prima e seconda galleria, posizionati in modo da non lasciare al pubblico vie di fuga agevoli in caso di emergenza.
Oltre a quelle cento poltrone, dunque, il quadro non pare particolarmente grave per il Piermarini, se non fosse per l’evidente difformità tra il progetto autorizzato e la reale situazione che il teatro ha presentato nel corso dell’ultimo accertamento. In ogni caso, la Scala dovrà pagare una sanzione amministrativa e avrà tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola - salvo richieste di proroga - così da ottenere finalmente il certificato di prevenzione incendi. Un attestato di cui l’edificio settecentesco è attualmente sprovvisto.
Il provvedimento della Procura era atteso dalla direzione del teatro, ma non in questi termini. «I posti su cui la Scala deve intervenire per mettersi a norma in materia di sicurezza sono quindici», e «tutti in galleria». Era questo lo scenario previsto dal sovrintendente Stephane Lissner. Un numero ben diverso, dunque, da quello indicato dai magistrati. «Alla Scala - fanno sapere dal teatro - è stato richiesto di fornire elaborati grafici aggiornati, riportanti l’esatta distribuzione dei posti a sedere per la platea, per ogni ordine di palchi e per le gallerie. La capienza complessiva della struttura dovrà risultare congruente con quanto autorizzato dalla Commissione di Vigilanza il 5 dicembre 1983. Dopo la ristrutturazione, per effetto della realizzazione di nuove vie d’esodo, alla Scala sono stati autorizzati complessivamente 2mila 30 posti». I 2mila 140 posti che sarebbero stati calcolati dai vigili del fuoco, quindi, comprenderebbero vecchi posti in piedi già eliminati.