Procura, autogol sulla data

Vittoria del Grifone per 3-0, ma lunedì 25 aprile non sabato 23

(...) L’avvocato Maurizio Mascia aveva anche presentato un esposto, cercando di non credere ad avvenimenti paranormali.
Ma per l’ennesimo errore su dati e numeri, questa volta, è sufficiente dotarsi di un almanacco, anche abbastanza recente. La «svista» questa volta è scritta sull’atto dell’Acip (avviso di conclusione indagini preliminari). Basta sfogliare pagina 3 soffermandosi sul punto B in riferimento a «concorsi/pronostici/scommesse»: «Poichè nelle rispettive qualità Preziosi Enrico, Preziosi Matteo e il collaboratore Stefano Capozucca si associavano per porre in essere una serie indefinita di reati di frode in competizione sportiva nel corso del campionato di calcio in serie B ed in particolare agli incontri Vicenza-Genoa del 20 febbraio, Triestina-Genova del 16 aprile, Ascoli-Genoa del 23 aprile, Empoli-Genoa del 21 maggio, Piacenza-Genova del 5 giugno e Genoa-Venezia dell’11 giugno».
Primo punto: il Genoa Cricket and Football club è il Genoa e non Genova. Secondo punto: Ascoli-Genoa, vinta dalla squadra di Serse Cosmi per 3-0 si era giocata sì ad aprile ma il 25 e non il 23. Ovviamente l’errore non muterà le sorti degli indagati e della squadra, nè cambierà la sentenza della giustizia sportiva, che è già stata emessa, nè modificherà il lavoro di quella ordinaria (due giorni fa è stata confermata proprio nell’Acip l’associazione a delinquere per il patron del Genoa, il figlio e l’ex diesse Stefano Capozucca), che è in attesa del pronunciamento del Gip. Ma la data sbagliata riportata in un documento ufficiale, certamente non fa felice il popolo rossoblù, che in questo periodo si è trovato di fronte a «stranezze» numeriche. In molti infatti ricordano senza esitazioni quel posticipo della 35° giornata del campionato di serie B: la larga vittoria (su cui hanno indagato gli inquirenti) della squadra di Cosmi, i due gol di bomber Stellone al 38’ e al 43’ del primo tempo e la rete di Zanini al 39’ della ripresa. Due giorni di differenza, nulla di grave. Il problema è che il caso Genoa ultimamente si è venuto a scontrare con discrepanze numeriche che farebbero sobbalzare anche Pitagora: prima il comunicato della Lega Calcio che sentenziava la retrocessione del club ligure, poi il file della Caf del tre agosto, tre giorni prima che iniziasse l’udienza di appello. Poi la televisione, che aveva retrocesso il Grifone prima che si sapesse la decisione della Disciplinare. Poi l’Assoallenatori che a giugno ha premiato il tecnico dell’Empoli Somma (all’epoca finito secondo in classifica) perchè aveva vinto il campionato della cadetteria, poi il sito «A Tutta C» che si era già «inglobato» di diritto il Genoa con qualche settimana d’anticipo. E infine Ascoli-Genoa, al vaglio degli inquirenti. Ma quel giorno, il 23 aprile non ci può essere stata combine: la squadra di Cosmi non aveva giocato.