La procura chiude le indagini sui falsi 007 anti terrorismo

Si è chiusa l’inchiesta della procura di Genova sul Dssa (Dipartimento studi strategici antiterrorismo), la cosiddetta polizia parallela che aveva tra i suoi affiliati anche appartenenti alle «vere» forze di polizia. Il pubblico ministero Francesca Nanni ha inviato 21 avvisi di conclusione indagini per altrettanti indagati, tra cui Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, nella loro posizione di direttore e vicedirettore del Dipartimento. L’ipotesi di reato per tutti è quella di associazione per delinquere finalizzata a usurpazione di funzioni e, a vario titolo, rivelazione di segreti d’ufficio e illecito uso di dati riservati tratti dalle banche dati del ministero degli Interni. Circa la metà degli indagati appartiene alle forze di polizia (polizia, carabinieri, guardia di finanza e penitenziaria). Saya e Sindoca nell’estate 2005 furono messi agli arresti domiciliari.
Sono un centinaio le persone iscritte al Dssa ma gli avvisi di conclusione indagine sono stati inviati solo alle persone ritenute responsabili di aver commesso un’ipotesi di reato. Il Dssa, creato nel marzo 2004 dopo l’attentato alla stazione di Madrid, era articolato in sei divisioni a capo delle quali risultavano esserci Saya e Sindoca. I Dssa puntava limitare e controllare l’accesso dei terroristi alle risorse finanziarie ed economiche. Secondo l’accusa, i componenti hanno programmato e svolto in varie città italiane, di propria iniziativa e, quindi abusivamente ed arbitrariamente, attività corrispondenti a funzioni proprie di organi di polizia e di sicurezza. Nel luglio del 2005 il procuratore capo Francesco Lalla sottolineò che «così facendo hanno creato i presupposti perché l’attività di organi di polizia e dei servizi di sicurezza venisse pericolosamente ed illecitamente intralciata».