La Procura chiude l’inchiesta sulle scommesse

La busta con la mina è stata spedita al pm prima del caso Flachi

Paola Balsomini

«La data? Non è chiara, servono esami di laboratorio». A specificarlo i carabinieri che stanno indagando sulla busta passata dalla posta centrale di Genova Brignole e contenente una mina anticarro priva di esplosivo recapitata al pubblico ministero Alberto Lari. La busta gialla però sarebbe arrivata proprio a Brignole il 20 ottobre e potrebbe essere stata spedita lunedì 17, e cioè una settimana prima dello scandalo sulle scommesse clandestine, peraltro già archiviata dalla giustizia sportiva e che non dovrebbe portare ad alcun rinvio a giudizio. I dati già due giorni fa in mano agli inquirenti non coincidevano: lo scandalo sulle giocate clandestine e il deferimento del giocatore Francesco Flachi era scoppiato domenica, la busta è stata recapitata martedì.
Il timbro, in effetti poco chiaro, sembra comunque riportare la data del 20 ottobre, ma in ogni caso per le fonti investigative ci sono pochi dubbi: la minaccia al pm genovese che aveva aperto l’inchiesta è riconducibile alla combine tra Genoa e Venezia, ultima gara di campionato che decretò la promozione in serie A della squadra di Cosmi. Ad aprire l’inchiesta, a giugno, fu proprio il magistrato Alberto Lari insieme al pm Giovanni Arena, che fu già minacciato con un colpo di biglia che colpì la finestra accanto al suo ufficio. Il procuratore di Genova Francesco Lalla incontrerà oggi il procuratore generale per discutere l' eventualità di potenziare la tutela al pubblico ministero. Intanto, il pm Francesco Pinto sta compiendo gli atti urgenti per avviare ulteriori indagini sulla busta; indagini che poi passeranno per competenza alla procura di Torino. Nel frattempo si cerca di mettere insieme tutti i tasselli, con ogni probabilità infatti l’ordigno non è recente ed era in possesso di qualcuno che ha fatto il militare all’estero e che potrebbe aver portato in Italia la mina anticarro per ricordo. L’ordigno comunque è ancora sotto l’esame degli artificieri per valutare se all'interno vi fossero sufficienti sostanze incendiarie capaci di produrre lesioni, anche se è già stato appurato che era privo di carica secondaria (oltre ad essere stato attivato il dispositivo di sicurezza) e che quindi non sarebbe potuto esplodere.
Nel frattempo si attendono anche sviluppi nell’inchiesta avviata dalla Figc per le scommesse clandestine. Inchiesta che in realtà non sembra andare avanti in maniera particolarmente spedita: Roma-Lazio infatti è già stata archiviata, e viaggiano lentamente gli otto scatoloni contenenti i faldoni dell' inchiesta. Secondo quanto appreso in procura, gli ispettori della Federcalcio che ieri avrebbero dovuto ritirarli non si sarebbero presentati, ma è la stessa Figc a precisare che li attende direttamente per questo pomeriggio a Roma.
Nel frattempo la procura potrebbe decidere di inviare a ciascun tribunale di competenza gli atti relativi alle singole partite citate.
In questo caso sarebbero molti i club a tremare, anche se nel frattempo l’inchiesta sul calcio scommesse è stata archiviata dallo stesso tribunale del capoluogo ligure che nei prossimi giorni chiuderà l’inchiesta, senza muovere capi d’imputazione (non ci sarà nessun rinvio a giudizio, nemmeno per gli indagati Juanito Sanfilippo e Graziano Belziti). Lo stesso potrebbe quindi accadere per le procure delle altre città, a cominciare da Milano e Torino. Discorso diverso invece per la Figc, visto che compierà accertamenti attraverso l’Ufficio Indagini del generale Pappa. L’inchiesta, che potrebbe coinvolgere molte squadre per alcune gare dello scorso campionato di serie A e B e che è stata riaperta solo due giorni fa era già passata al vaglio della Federazione in estate, quando era stato deciso di archiviare il match tra Roma e Lazio, partita «sospetta» dopo le intercettazioni telefoniche tra Fabio Bazzani e Francesco Flachi. Ad agosto i giocatori coinvolti nell’inchiesta erano stati ascoltati dalla Figc che comunque si riserva di sentire nuovi test nelle prossime settimane.