«La Procura? Indotta all’errore dai Ris di Parma»

Nostro inviato

a Garlasco (Pavia)

Il giorno dopo il professor Angelo Giarda non solo non canta vittoria, ma loda la grande professionalità e serietà del pm Rosa Muscio che aveva messo in galera il suo assistito Alberto Stasi. «Indotta all’errore dalla relazione del Ris» afferma, assumendo così anche la difesa dell’accusa. E poi ribadisce: «Alberto è innocente, l’ho “torchiato” per benino anch’io, e ora gli credo».
Davvero avvocato non ha nulla da recriminare?
«Assolutamente no. C’è una prima relazione del Ris di Parma che indica il “fluido” umano da cui è stato ricavato il dna di Chiara come sicuramente sangue. Quel sicuramente, dopo la controrelazione del nostro perito Francesco Maria Avato, è diventato “probabilmente”. È stata indotta all’errore».
Alberto Stasi dunque è sicuramente innocente.
«L’ho interrogato a lungo e mi ha convinto. Il legale deve sapere la verità, anche per scegliere la miglior condotta processuale. Fuori dai denti, se fosse colpevole, proclamandosi estraneo alla vicenda e venendo condannato, rischierebbe l’ergastolo. Se collabora può ottenere una pena molto più mite e data l’età può sperare ancora di rifarsi una vita. No, lui è innocente e deve uscire dal processo a testa alta e senza dubbi».
Però l’inchiesta finora ha puntato solo su di lui.
«Ma non credo ci sia accanimento da parte della Procura, certo è strano non ci siano piste alternative, altre ipotesi investigative».
Niente accanimento?
«No, anzi, con il pubblico ministero abbiamo avuto finora un rapporto molto corretto e per questo non voglio “cantar vittoria”. Ha vinto la verità, non una parte processuale».
Prossime mosse?
«Aspettiamo i risultati dei prossimi esami del Ris, poi vedremo, per il momento non abbiamo ancora deciso azioni particolari. Ne discuteremo la settimana prossima, in questi giorni avevamo altro a cui pensare».
Nemmeno le famose indagini autonome previste dalla riforma del codice di procedura penale?
«Per quale motivo, per cercare noi l’assassino di Chiara? Non è il nostro compito e finora con il collega Giuseppe Colli non ne abbiamo mai parlato. Ma ripeto, vediamo che succede nei prossimi giorni».