La Procura non chiede gli arresti Austoni può tornare in ospedale

Scaduti i termini per rinnovare la misura cautelare nei confronti del primario ai domiciliari dal 17 marzo scorso

Non fosse per la sospensione decisa dalla direzione della clinica, potrebbe indossare nuovamente il suo camice. Già da lunedì. Nonostante il «pericolo di reiterazione del reato», come scrisse il Tribunale del Riesame. E anche a dispetto del critico parere sull’«entità e la gravità» espresso dal giudice per le indagini preliminari sulle sue «disinvolte modalità operative». Edoardo Austoni, il primario di urologia e andrologia dell’ospedale San Giuseppe - agli arresti domiciliari dallo scorso 17 marzo con l’accusa di concussione e abuso d’ufficio - torna in libertà. Domenica scadranno i termini della custodia cautelare. Ma dopo la chiusura dell’indagine, che risale allo scorso 16 luglio, la Procura non ha avanzato alcuna richiesta di proroga della misura cautelare né - in subordine, e come già aveva fatto nel giugno scorso - di interdizione dalla professione per sei mesi.
Questa la scelta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, titolari dell’inchiesta sulle presunte richieste di denaro avanzate da Austoni ai suoi pazienti in cambio di interventi più rapidi in regime di servizio sanitario pubblico. Di fatto, nei venti giorni successivi alla chiusura dell’indagine - durante i quali le parti possono presentare le istanze all’ufficio Gip - nessuna richiesta è stata inoltrata dalla Procura. Che, a questo punto, assume una posizione di netta divergenza rispetto a quella dei giudici.
Già nei mesi scorsi, i Pm non erano stati contrari a una attenuazione della custodia cautelare nei confronti del primario. Ma, il 23 giugno, la domanda di sospensione per sei mesi dalla professione fatta dall’accusa era stata respinta dal gip Giulia Turri. Nel provvedimento firmato dal giudice, si esprimeva un «giudizio di pericolosità sociale» dell’indagato, tale da ritenere che «l’unica misura adeguata a garantire l’esigenza di tutela della collettività» fosse proprio quella dei domiciliari. Secondo il Gip, inoltre, gli indizi a carico di Austoni si erano addirittura aggravati, in seguito agli accertamenti svolti dagli inquirenti.
Non più blando era stato il giudizio del Tribunale del riesame, che un mese più tardi aveva respinto l’istanza di revoca dei domiciliari presentata dai legali di Austoni, gli avvocati Giovanni Maria Dedola e Luigi Isolabella. «Si è aggravato - avevano motivato i giudici - il pericolo di reiterazione di analoghe condotte, già di per sé gravi e denotanti nessuna remora nello strumentalizzare i poteri pubblici al fine di ottenere vantaggi economici».
Giudizi che, a questo punto, perdono di valore. Il professor Edoardo Austoni - che si è sempre difeso sostenendo che i quarantasei episodi di concussione contestati dalla Procura fossero in realtà «liberi riconoscimenti alla sua professionalità» - torna in libertà. E, in linea teorica, nel pieno delle sue funzioni.