Procura di Roma: "Nessuna guerra con Firenze" E Bertolaso: "Io non ho mai assegnato appalti"

Il pg Ferrara smentisce tensioni tra procure. Bertolaso: "Abbiamo sempre affidato i lavori a
istituzioni pubbliche e
competenti". Palazzo Chigi: "Balducci mai ricevuto qui". Bersani: "Sarà la
magistratura a dire se sono solo birbantelli"

Roma - Nessuna guerra tra procure. "Non esiste alcuno scontro tra la procura di Roma e quella di Firenze, la cui professionalità non è in discussione" lo assicura in una nota il procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara. "Come magistrati di questo ufficio - si legge nella nota - sentiamo forte il disagio derivante da quanto emerso dalle indagini di Firenze (il coinvolgimento dell’aggiunto Achille Toro, ndr). Desideriamo ribadire che comportamenti attribuiti a singoli magistrati non possono e non devono coinvolgere negativamente l’impegno e la correttezza dei magistrati di Roma". Il comunicato, firmato da Ferrara, è frutto di due ore di riunione che il procuratore di Roma ha avuto nel pomeriggio con una sessantina di sostituti e con quasi tutti gli aggiunti. La causa scatenante della riunione è stato un articolo di questa mattina del Corriere della Sera dal titolo "La procura di Roma accusa Firenze". Nel servizio, Ferrara spiega che i colleghi fiorentini, in relazione alle indagini sul G8, non hanno rispettato le competenze né avvertito i magistrati romani che stavano indagando sulle stesse questioni.

Bertolaso si difende Bertolaso stamani è tornato a difendersi sull'inchiesta che lo vede indagato. Lo fatto, ai microfoni di Mattino 5, precisando un dettaglio importante: "Non ho mai assegnato nessun appalto. Ogni volta che abbiamo fatto dei lavori abbiamo affidato alle istituzioni pubbliche e competenti questo genere di incombenza".

Precisazione su Balducci Il capo della Protezione civile ci tiene anche a far sapere che Balducci non è stato il suo vice "ma è stato molto più importante, è il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, il massimo organo del ministero delle infrastrutture del nostro Paese, che fa grandi opere, appalti e realizza le opere principali. Anemone ha vinto una gara che è stata organizzata dall`ingegner Balducci; io ho avuto rapporti con Anemone come ne ho con tanti altri imprenditori e quando li incontro li incentivo a fare meglio, presto e bene. Quando incontravo Anemone - ha continuato Bertolaso - gli dicevo le stesse cose: lui è stato coinvolto in una delle sfide più importanti e cioè realizzare alla Maddalena un centro congressi, alberghi, un polo nautico e velico tra i più importanti del Mediterraneo".

Sesso? No, massaggi Su uno dei punti più piccanti della vicenda, quella dei presunti favori sessuali che avrebbe ricevuto al circolo Salaria, Bertolaso torna a ripetere: "Le due persone con le quali io mi sarei intrattenuto per favori sessuali erano due fisioterapiste che mi dispiace siano state coinvolte in questa drammatica vicenda. Pensare che io mi possa vendere per 10 mila euro fa sorridere qualsiasi italiano. Quello che voglio è continuare lavorare con i miei ragazzi".

L'orgoglio dell'Italia "Alle mie figlie ho detto che avevo la grande ambizione di essere l’orgoglio dell’Italia e, per questo scopo, la mia famiglia ha subito le maggiori privazioni e i maggiori abbandoni e credo che non meritasse di subire anche questa vergogna. Mia moglie - ha aggiunto Bertolaso - mi sta molto vicino ed è quella della famiglia che in questo momento sta soffrendo di più perché le stanno cadendo addosso tutta una serie di vicende che mi coinvolgono e che rischiano di demolire la fiducia che lei ha nei miei confronti. comprensibile: come ogni femmina innamorata del proprio marito che può temere e può avere il tarlo del dubbio".

Palazzo Chigi: Balducci mai venuto qui "L’ingegner Balducci non è venuto a Palazzo Chigi né il 28, né il 29, né il 30 gennaio e neppure nei giorni successivi. E non è certo a Palazzo Chigi quello zio che qualcuno cerca il 30 gennaio e neppure quel fantomatico 'altro' con il quale qualcuno vorrebbe 'fare il punto' il 29. Neanche le ripetute insinuazioni di qualche giornale possono modificare quella che è la verità". È quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del governo.

Bersani: stop picconate sulla trasparenza "Sarà la magistratura a dire se sono solo birbantelli o qualcos’altro" mentre il compito della politica è quello di ristabilire regole di trasparenza che sin’ora sono state "picconate" dal centrodestra. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prima di un’iniziativa elettorale con tutti i candidati per le regionali del prossimo marzo. Bersani, più che le indagini della magistratura, ha sottolineato i compiti della politica: "Abbiamo fatto un passo in avanti - ha affermato - riuscendo a modificare il decreto, ripristinando procedure e regole. Tutto quello che c’è di trasparenza e di rispetto delle regole - ha aggiunto - è tutta salute per il sistema. Continuare a picconare le regole è una malattia: riforme sì, picconare no". I cronisti hanno domandato a Bersani se l’inchiesta possa generare un clima di sfiducia verso la politica: "Penso che i magistrati - ha replicato - faranno rapidamente il loro lavoro, cosicché poco a poco torni un clima di serenità. C’è sempre il rischio - ha concluso - che nell’opinione pubblica passi l’idea che non c’è nulla di pulito, e questo non va bene".