La procura di Roma in pressing sulla Gea

Marcello Di Dio

da Roma

L’inchiesta sulla Gea resterà a Roma, quella per frode sportiva sarà svolta tutta a Napoli. Risolto il conflitto di competenze tra le due procure più attive sul fronte dello scandalo intercettazioni: lunedì i pm capitolini Palamara e Palaia e quelli partenopei Beatrice e Narducci, che hanno già avuto vari colloqui telefonici, si incontreranno per definire le modalità del passaggio di documenti. Intanto si è appreso che è al vaglio degli inquirenti il cambio di ipotesi di reato per gli indagati della Gea: da illecita concorrenza con minacce e violenza ad associazione per delinquere.
Ieri i pm romani hanno ascoltato il presidente del Messina Franza e l’ex direttore sportivo del club siciliano ed ex dirigente del Genoa, Fabiani. Con i due - persone informate dei fatti - i magistrati hanno affrontato le modalità delle operazioni di mercato del Messina, le acquisizioni di deleghe dei calciatori da parte della Gea e le dichiarazioni di Dal Cin, ex amministratore delegato del Venezia, che in occasione di un Messina-Venezia di B nel 2004 tuonò contro quella che definì «una combriccola di arbitri» controllati dall’agenzia di procuratori di Alessandro Moggi. L’arbitro di quella partita fu Palanca, uno dei direttori di gara citati in un rapporto della Guardia di finanza consegnato alla procura di Roma. Inoltre Dal Cin aggiunse che Fabiani sarebbe stato consigliato al presidente del club siciliano da Luciano Moggi.
Già oggi in procura potrebbe essere ascoltato il procuratore Dario Canovi, che ieri ha dichiarato: «Credo che le connessioni e i rapporti tra i massimi dirigenti federali, parlo di Carraro, e i poteri economici e le grandi banche erano molto più forti di quelli della Gea». Ma non è escluso che nelle prossime ore possano comparire davanti ai magistrati anche l’ex presidente della Lazio Cragnotti e il presidente del Siena De Luca. Le indagini viaggiano spedite e le carte in mano dei pm sulla Gea sarebbero già «pesanti».
Ieri intanto c’è stato il giallo della «dama bionda»: la potente ex segretaria della Can Maria Grazia Fazi, particolarmente legata all’ex designatore Bergamo e personaggio «scomodo», come emergerebbe da alcune intercettazioni di Luciano Moggi con dirigenti federali. La sua audizione, durata sei ore, è stata tenuta riservata ed è avvenuta lontano da qualsiasi locale federale, secondo richiesta della stessa Fazi che ora è una dipendente del Coni assegnata alla Figc (lavora nell’ufficio che si occupa della candidatura italiana a Euro 2012). Nel colloquio con i collaboratori del generale Pappa, le sono stati chiesti chiarimenti sui metodi del sorteggio e su come venivano definite le griglie arbitrali. Le audizioni riprenderanno lunedì prossimo con gli arbitri Trefoloni, Dondarini e Pieri, ma la lista di interrogatori sarà ancora lunga. Tra questi anche quelli di Facchetti e dell’ex arbitro Nucini. Gli 007 federali sono attenti anche agli sviluppi dell’inchiesta sulle scommesse clandestine di giocatori juventini.