La Procura si schiera contro Formigoni nel caso delle firme

La Procura della Repubblica si schiera contro Roberto Formigoni e il Pdl nella causa civile sulle firme false che avrebbero accompagnato le candidature del centrodestra alle ultime elezioni regionali, nel marzo 2010. All’esposto presentato dal Partito radicale al tribunale civile, in cui si asserisce che sono apocrife 473 firme depositate a sostegno della candidatura di Formigoni a governatore, si è aggiunto ieri il documento che il procuratore aggiunto Alfredo Robledo ha depositato ieri davanti al giudice Monte della quinta sezione civile: è la perizia realizzata dalla Procura secondo cui è stata accertata la falsità di 618 firme a sostegno della lista regionale «Per la Lombardia» e di 308 firme per la lista provinciale «Il Popolo della libertà - Berlusconi per Formigoni».
Non si tratta in senso tecnico di una costituzione di parte civile, ed è comunque un atto destinato a restare privo di conseguenze concrete: secondo i calcoli della stessa Procura, la causa civile - che secondo i radicali dovrebbe portare all’annullamento delle elezioni del 2010 - vista l’enorme mole di arretrato del tribunale milanese non arriverà alla sentenza prima che l’attuale consiglio regionale e Formigoni concludano tranquillamente il loro mandato e si tengano nuove elezioni. Anzi, anche la legislatura successiva potrebbe arrivare a compimento prima che i giudici abbiano emesso la loro sentenza.
Ma la Procura ha scelto comunque di intervenire nel giudizio, portando anche in sede civile la linea sostenuta nell’inchiesta penale a carico di quindici funzionari del Pdl lombardo. Dopo la minuziosa analisi e la verifica, da parte dei carabinieri di via Moscova, di tutte le firme allegate alle candidature, Robledo ha ritenuto dimostrato - grazie anche a perizie calligrafiche - che una parte significativa delle 3.900 firme depositate a sostegno del «listino» del governatore sono state apposte in realtà dalla stessa mano o comunque all’insaputa dei diretti interessati.