La Procura sta indagando sui conti estivi

Francesco Gambaro

La notizia buona è che il bilancio della società rossoblù al 30 giugno 2004 è meno rosso di quello che si credeva in un primo momento. Non 33 milioni di euro di debito complessivo, ma «soltanto» 1 milione e 207 mila euro. La differenza, non trascurabile, sta tutta in quei 16 milioni e 131 mila euro costituiti dalle plusvalenze derivanti dalle cessioni dei contratti di alcuni giocatori dal Genoa al Como e al Napoli nel 2003 (Brivio, Bressan, Cvitanovic per citarne qualcuno).
La notizia «cattiva» è che la Procura di Como, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato tre giorni fa agli arresti domiciliari di Preziosi per bancarotta fraudolenta, ha acquisito tutti gli atti relativi alla società rossoblù fino all’agosto 2005. Il pericolo di reiterazione del reato paventato dal giudice delle indagini preliminari di Como, Nicoletta Cremona, non riguarda, insomma, l’ultimo bilancio (datato 30 giugno 2004), ma più probabilmente il prossimo. Quello che scaturirà anche dai movimenti di calciatori rossoblù avvenuti quest’estate.
Sono sotto la lente d’ingrandimento trasferimenti di giocatori come Tosto, Bjelanovic e Zanini all’Ascoli che avrebbero impoverito il patrimonio del Genoa e che, secondo la Procura, potrebbero portare in futuro al crac del vecchio Grifone.
Tutto questo sulla scia di quanto già capitato al Como al tempo delle cessioni «sospette» dei vari Gregori, Colacone, Colasante arrivati sotto la Lanterna a costo zero, prima di essere nuovamente messi sul mercato dal re dei giocattoli.
Ma a spulciare l’ultimo bilancio del Genoa emergono altre anomalie. Come la mancata indicazione dei calciatori oggetto del meccanismo delle plusvalenze, genericamente ricompresi sotto la voce «proventi e oneri straordinari». Un altro aspetto preoccupa in proiezione futura: è quello relativo all’applicazione dell’articolo ex 18 – bis legge n. 91/1981, che consentiva di scaricare dalle tasse i calciatori svalutati. Questa norma è stata superata da una legge imposta dalla Commissione Europea che ha dichiarato incostituzionale lo «spalma – svalutazione». In soldoni: Preziosi dovrà restituire al Fisco poco più di 6 milioni di euro entro il 2007.
Il Genoa infatti aveva «scaricato» (la detrazione era valida per dieci anni) esattamente 8 mlioni 881 mila euro. Dalla lettura dell’ultimo bilancio della società rossoblu si ricavano poi i due aumenti di capitale effettuati il 7 luglio 2003 da 1 milione e 530 mila euro a 6 milioni e 111 mila euro e quello successivo con delibera dell’11 marzo 2004 a 11 milioni di euro.