Dopo la Procura tocca al Fisco: è caccia a cinquecento evasori

RECUPERO Le fiamme gialle «bloccano» case, società, box, fabbricati, appartamenti e terreni

L’ufficio «scorciatoie fiscali» era in uno dei palazzi nobili di Milano. Nelle stanze della Torre Velasca, dove la «Mythos Arké» - società finita nel 2005 al centro di un’indagine giudiziaria condotta dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza - aveva messo in piedi un vero e proprio laboratorio di ingegneria dell’evasione. Ogni cliente aveva il suo prodotto finanziario tagliato su misura. E ora, quei clienti, sono finiti nel mirino dell’Agenzia delle entrate.
Allo stato, l’inchiesta della Procura e delle fiamme gialle ha portato al sequestro preventivo di 290 milioni di euro: sei appartamenti, dieci box, due locali ad uso commerciale, 66 ettari di terreno con fabbricati rurali, quattro società e quindici contratti di assicurazione. L’Agenzia delle Entrate, con cui la Gdf ha lavorato in stretto contatto per assicurare all’Erario un rapido recupero delle cifre evase, nel corso del 2008 ha inviato oltre 200 avvisi di accertamento. La definizione di alcuni di questi ha permesso allo Stato di incassare, ad oggi, circa 21 milioni di euro, e altri saranno incassati a breve. Sul fronte penale, il 20 aprile scorso il giudice ha accolto la richiesta di patteggiamento di 11 imputati, alcuni dei quali professionisti della Mythos, due clienti ed una banca condannandoli ad un totale di 8 anni e mezzo di reclusione. Attualmente le contestazioni fiscali che coinvolgono il gruppo Mythos vedono 8 milioni di euro di rimborsi indebiti di imposta, 55 milioni di crediti fittizi, 78 milioni di false fatture e 470 milioni di dichiarazioni fraudolente.
Ma è solo l’inizio. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha già in preventivo di iniziare un’attività istruttoria su 200 persone fisiche e 300 società per le annualità di imposta dal 2004 in poi, tra quanti - professionisti, imprenditori, società - si sono rivolti agli alchimisti della finanza che abitavano la Torre Velasca. Clienti di ogni genere, che avevano come comune denominatore quello di frodare il Fisco. A breve, quindi, partiranno l’identificazione dei soggetti coinvolti, l’individuazione delle violazioni, le azioni istruttorie, gli accertamenti, e - infine - la comunicazione degli eventuali reati tributari.
Una collaborazione, quella tra il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e Agenzia delle Entrate, definita «straordinaria» dal generale Attilio Iodice. «Una sinergia - insiste il comandante provinciale - che ha fatto sì che i tempi tra la scoperta dell’evasione e l’incasso da parte dell’Erario siano stati rapidissimi». «L’evasione dev’essere colpita tempestivamente - ha ribadito il generale della Gdf -. Questa collaborazione ci ha dato molta soddisfazione e mi auguro sia la prima di una lunga serie».