Per il procuratore di Bari potrebbe arrivare l’archiviazione

RomaDopo le audizioni al Csm sul caso Tarantini, Giuseppe Scelsi appare isolato nelle sue accuse contro il capo della Procura, Antonio Laudati. Nessuno dei colleghi ascoltati ha confermato i fatti dell’esposto presentato quest’estate dall’ex-sostituto su presunti tentativi di ritardare e indirizzare le indagini sulla vicenda delle escort a palazzo Grazioli.
La prima commissione di Palazzo de’ Marescialli, presieduta dal laico Nicolò Zanon, sarebbe orientata ad archiviare tutto e Laudati sarebbe salvo. Niente trasferimento d’ufficio. L’unica incognita potrebbe essere nella motivazione: un’archiviazione netta o argomentata così da lasciare qualche ombra, sull’esempio del provvedimento adottato a giugno per Arcibaldo Miller.
Il capo degli ispettori del ministero della Giustizia è finito nel mirino del Csm dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulla cosiddetta P3. Il plenum stabilì di non poterne valutare la condotta perché «fuori ruolo» dalla magistratura, ma incaricò l’Ufficio studi di approfondire la questione. Su questa base ora il Csm potrebbe prendere una decisione senza precedenti: revocare a Miller il collocamento «fuori ruolo», che gli consente di ricoprire il suo incarico. Così, potrebbe «processarlo» per la sua partecipazione nel 2009 ad un pranzo nella casa romana del coordinatore Pdl Denis Verdini, insieme al faccendiere Flavio Carboni, al senatore Marcello Dell’Utri e al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, in cui si sarebbe discusso di «interferenze» su giudici costituzionali e di «pareri preventivi» al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, su una possibile ispezione a Milano per l’esclusione della sua lista dalle elezioni regionali del 2010.
Ma torniamo a Laudati. Né i pm baresi Ciro Angelillis, Eugenia Pontassuglia e Renato Nitti, né i procuratori aggiunti Annamaria Tosto e Pasquale Drago, né il capo dei gip Antonio Lovecchio e il procuratore di Brindisi Marco Dinapoli nelle audizioni al Csm hanno confermato le accuse di Scelsi. Ma a qualcuno, a sinistra, la prospettiva dell’archiviazione non piace e ci sarebbero pressioni sul relatore, Guido Calvi, per allungare l’istruttoria, di fatto conclusa. Su giornali e blog si è insistito sulla vicinanza dell’ex deputato Pd a Massimo D’Alema, coinvolto nell’affaire Tarantini attraverso il senatore Alberto Maritati. Per allontanare ogni sospetto, Calvi avrebbe chiesto per domani nuove audizioni. Forse di Fiamme gialle della famosa «aliquota», il gruppo di polizia giudiziaria alle dipendenze di Laudati, presentato da Scelsi come una «polizia parallela». Se non salteranno fuori conferme di ritardi si arriverà presto all’archiviazione.
Una terza questione che riguarda il premier tiene occupato il Csm: ieri è iniziato il processo disciplinare del pm di Trani Michele Ruggiero. È accusato non aver informato il procuratore Carlo Maria Capristo quando ha aperto un’inchiesta (trasmessa poi a Roma, dove è pendente) sulle presunte pressioni di Silvio Berlusconi per la chiusura di Annozero, indagando sul Cavaliere, sul commissario Agcom Giancarlo Innocenzi e sul direttore del Tg1 Augusto Minzolini.