Le procure in guerra Il Csm chiama a rapporto i vertici degli uffici. Già oggi le prime audizioni

RomaDopo l’elettroshock praticato dal Quirinale, ecco che qualcosa si muove. Si muove innanzitutto il Csm. Già oggi a Palazzo dei Marescialli tutti i vertici delle due procure in lotta per il caso De Magistris sfileranno davanti alla prima commissione del Consiglio Superiore: il procuratore, il procuratore generale e il presidente della corte d’appello di Salerno, Apicella, Di Pietro e Casale, e i loro colleghi di Catanzaro, Lombardo, Iannelli e Sirena. «Vogliamo affrontare il caso di petto e nel più breve tempo possibile - spiega Dino Petralia, il presidente della prima commissione che ha disposto la convocazione -. Il nostro scopo non è solo fare chiarezza, ma farlo in fretta, anche a costo del sacrificio di incombenze urgenti».
Questa istruttoria, afferma Nicola Mancino, «si svolgerà nell’ambito delle competenze del Consiglio e non interferirà con quelle di nessun ufficio giudiziario». Quanto al suo coinvolgimento, «Saladino dice la verità, noi non abbiamo mai avuto rapporti di alcun genere».
E dopo le audizioni «non è escluso» che il Csm organizzi una trasferta negli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro. «Il proposito - si legge in una nota del Consiglio - è quello di apprendere nel dettaglio dai protagonisti della complessa vicenda i fatti che hanno portato a quell’aspro conflitto che ricade sull’intera magistratura che non ha certo bisogno di danni d’immagine». «Saremo velocissimi - promette Ugo Bergamo, laico Udc - non ci possono essere tempi morti».
Si muove pure Vitaliano Esposito, procuratore generale presso la Cassazione, titolare assieme al Guardasigilli dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Esposito, che ha già aperto un’istruttoria preliminare, sentirà anche lui nei prossimi giorni i responsabili dei due uffici giudiziari. E si rimuove Angelino Alfano. Dopo avere spedito gli ispettori a Salerno, il ministro della Giustizia ha inviato i suoi 007 per «effettuare accertamenti preliminari» pure a Catanzaro. «Questo tutto contro tutti - spiega - è inconcepibile per i cittadini che non capiscono come non ci sia un organo capace di interrompere questa onta sulla giustizia». Alfano intanto sta preparando un provvedimento da portare in consiglio dei ministri entro Natale: un’accelerazione dei processi penali e misure per sfoltire le carceri, ma non c’è la riforma del Csm.