Prodi abbandona la barca del Pd

Cominciata la resa dei conti. Il tg La7 anticipa: "Con una lettera il Prof avrebbe dato le sue dimissioni irrevocabili da presidente. Al suo posto la Bindi". In corsa anche Marini. Poi la conferma da New York

Roma - La resa dei conti nel Pd dopo la mancata rimonta parte dall'alto. E' giallo sulle dimissioni da presidente del partito di Romano Prodi. "Romano Prodi ha scritto una lettera di dimissioni definite irrevocabili da presidente del Partito democratico" ribadisce il Tg de La7 nell’edizione delle 12,30. Ma la notizia, diffusa per la prima volta nella serata di ieri, viene nuovamente smentita dal portavoce del Professore, Silvio Sircana. "La notizia - recita il servizio del Tg condotto da Antonello Piroso - anticipata ieri sera durante lo speciale della nostra rete sul risultato delle amministrative - e smentita poco dopo dal portavoce di Prodi Silvio Sircana - viene riconfermata dal Tg La7. Non solo la lettera è stata scritta, ma avrebbe già innescato una serie di reazioni ai massimi livelli del partito". Per il tg il nuovo presidente del Pd potrebbe essere Rosy Bindi. Ma circola anche il nome di Franco Marini, considerato più "super partes". Silvio Sircana, interpellato telefonicamente, ribadisce la smentita già data ieri sera: "Non esiste nessuna lettera".

Dimissioni confermate "I ruoli di responsabilità all’interno del Pd adesso spettano ad altri". Lo ha annunciato oggi a New York il premier uscente Romano Prodi, spiegando di averlo anticipato a Walter Veltroni in una lettera il giorno di Pasqua, nella quale ha assicurato che rimarrà comunque "supporter forte e leale del partito, cercando di lavorare su riflessioni e proposte". Prodi ha specificato che la sua decisione non è in alcun modo collegata alla campagna elettorale e al risultato delle elezioni: "È chiaro - ha aggiunto Prodi - che il Pd dovrà cercare un altro presidente". "E’ una lettera serena, priva di asperità", ha detto una fonte vicina ai vertici del partito, secondo cui Prodi, non appena tornerà dalla visita in corso a New York, incontrerà Veltroni.

Commissario Ue Ma il Professore interviene anche sulla polemica della nomina dle nuovo commissario Ue italiano: "La nomina spetta a me. Sia chiaro che nel momento in cui Frattini opta per il Parlamento italiano, io devo fare per legge la nomina". Lo ha detto Prodi rispondendo a una domanda sull’ipotesi di una nomina di Antonio Tajani come commissario europeo al posto dell’uscente Franco Frattini. Il professore ha spiegato di aver proposto nei giorni scorsi una rosa di 5 nomi condivisi a Silvio Berlusconi e di non aver mai ricevuto risposta.