Prodi: "Aboliamo l'Ici, ma non subito"

Il presidente del Consiglio torna a fare promesse agli italiani. Il
"pezzo forte" è ancora l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Il tesoretto? "Per due terzi andrà ai più deboli perché il problema degli incapienti,
dei poveri cristi è il problema numero 1"

Roma - Il presidente del Consiglio torna a fare promesse agli italiani. Il "pezzo forte" è ancora l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, una delle tasse più odiate dagli italiani. Quando Berlusconi ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, la sinistra aveva inveito contro di lui dicendo che era una proposta demagogica. Oggi il premier fa sua questa proposta, anche se subito è costretto a correggere il tiro: "Non credo sia un provvedimento da fare oggi, ce ne sono altri più forti", ha detto Prodi nel corso del programma "Radio anch’io". Certamente, ha aggiunto Prodi, "in una situazione migliore dal punto di vista delle risorse la faremo, tanto è vero che questa ipotesi è contenuta nella delega che rivede il catasto". In ogni caso, ha detto ancora il premier, considerando che questo genere di imposte sono locali "dobbiamo pensarci due volte prima di decidere dall’alto sull’Ici. Ci vuole il dialogo con gli enti locali".

"Tesoretto? Per due terzi ai più deboli" "Certamente i 2/3 del tesoretto andrà ai più deboli perché il problema degli incapienti, dei poveri cristi è il problema numero 1". Il premier ribadisce quanto promesso più volte sulla destinazione dei fondi dell’extragettito. "Va risolta - afferma Prodi - la miseria di molte famiglie e ci sono due realtà da affrontare: le famiglie numerose e le persone anziane. E aiutare significa dare dei soldi".

"Democrazia fondata sulle ricevute" Per la lotta all’evasione fiscale è importante "semplificare", ma questo tipo di operazione è effettiva "quando c’è un documento. Un democrazia si fonda sulle ricevute". Prodi ha ricordato che in questo senso "il lavoro è serio e continuo. Ho voluto farlo senza piazzate e grandi commedie, che poi non succede mai nulla. Ma andando quartiere per quartiere, attività per attività", controllando anche "il lavoro nero, il pagamento dei contributi".