Prodi accerchiato vuole "imbullonare" il programma

Roma - "Parliamo dei contenuti di questi incontri, non degli esiti nefasti presunti. Le riunioni serviranno per imbullonare, mettere assieme e rendere forte il programma per tutto l’anno prossimo", Romano Prodi, in una lunga intervista a Rai International, fa sfoggio (obbligato) di ottimismo, anche se la bufera sul governo e sulla maggioranza in vista del vertice di gennaio, si addensa sempre più minacciosa. Per l'esecutivo potrebbero scattare i saldi di fine stagione politica. Il Professore lo sa bene e inquadra le priorità del prossimo vertice per cercare di garantire il futuro del governo e il suo lavoro di legislatura.

Legge elettorale, salari, scuola pubblica amministrazione "La grande priorità di riferimento è la legge elettorale che è priorità ma non azione di governo ma di tutto il Parlamento. Le priorità, poi, sono far riprendere il potere d’acquisto ai salari che l’hanno perso. E due strumenti di avanzamento: ricerca e scuola da un lato e lavoro sulla pubblica amministrazione dall’altro. Sono questi i due problemi che dobbiamo affrontare. Poche cose ma molto, molto precise". È ottimista o pessimista? Gli viene chiesto. "Io sono assolutamente ottimista perché si dia continuità all’azione che stiamo portando avanti. Non al mio governo ma a questo tipo di lavoro. Il problema italiano non è di inferiorità intellettuale o meno. È quello di potere avere la continuità nel governo".
"Il debito pubblico italiano - aggiunge - si è creato negli anni della turbolenza politica, quando nessuno si prendeva la responsabilità delle azioni perché diceva 'io domani tanto non ci sono'. Per questo io ragiono pensando a cinque anni, non ad uno. E per questo ho fatto le cose scomode all’inizio. Così, a mio avviso, deve fare un padre di famiglia, così deve fare un politico. Le opinioni, i giudizi, che possono essere anche cattivissimi, poi miglioreranno", conclude il presidente del Consiglio. Ma basteranno pochi punti "forti" ad accontentare la sinistra di lotta e di governo che lo ricatta e lo incalza? Basterà (finché lo darà...) il sostegno del Pd già diviso fin dalla sua nascita? Basterà a convincere Mastella?