Prodi agli alleati: «Il Concordato non si tocca»

Adalberto Signore

da Roma

Come se non fosse bastata l’ennesima scissione della diaspora socialista andata in scena la scorsa settimana alla Fiera di Roma, ieri il Consiglio nazionale del Nuovo Psi si è trovato ancora una volta davanti a distinguo e divergenze. Questa volta, tutte all’interno di quella parte del partito che otto giorni fa non ha seguito Bobo Craxi, considerando la tre giorni congressuale mai formalmente aperta. Insomma, se il Nuovo Psi è di fatto diviso tra chi considera Craxi il nuovo segretario (validamente eletto nel Congresso della scorsa settimana) e chi invece è rimasto a fianco di Gianni De Michelis (ancora in carica, in quanto quella della Fiera di Roma è stata semplice assemblea), ora c’è da tenere da conto pure distinguo e dissensi all’interno di quest’ultimi.
Ma andiamo con ordine. Sono da poco passate le undici quando De Michelis apre con la sua relazione il Consiglio nazionale del Nuovo Psi (considerato da Craxi «un organo decaduto»), incassando dai presenti una vera e propria ovazione («Gianni, Gianni, Gianni»). L’esponente socialista dice che «non essendoci stato il Congresso», il Consiglio «è l’organo che noi riconosciamo» e spiega che il potere contrattuale del partito consiste nella possibilità «di poter fare un’esplorazione e decidere il posto in cui stare in base al rispetto di determinate richieste». Poi la risposta a Bobo Craxi, deciso invece a ricostruire l’unità socialista nel centrosinistra con Sdi e Radicali: «Né con Prodi, né con Berlusconi. Questa rimane l’unica possibilità con cui possiamo prenotarci un ruolo dopo le elezioni». De Michelis torna anche sulla querelle di una settimana fa e attacca duramente Craxi: «Non si deve permettere a compagni che hanno scelto di uscire di appropriarsi di un’identità costruita faticosamente nel tempo. Ci saranno le sedi formali per avvalorare questa tesi». E ancora: «Per farvi fare qualche risata, vi ricordo che Bobo per ben tre volte è uscito dal partito e per altrettante volte ha chiesto di rientrare». Comunque, «non c’è stata una scissione ma una fuoriuscita» perché «l’80 per cento del partito è qui e con il senno del poi possiamo dire che le decisioni prese da alcuni compagni erano “fredde premeditazioni”». La giornata del Consiglio nazionale prosegue con gli interventi dal palco dei rappresentanti regionali, tutti con De Michelis ma convinti che il Nuovo Psi «non deve cambiare casacca».
Bobo Craxi, da parte sua, non tarda a contestare la legittimità dell’assemblea, ribadendo che «la maggioranza del Nuovo Psi farà l’unità socialista con Sdi e Radicali». Poi la replica a De Michelis, perché «quella dell’esplorazione è un’idea davvero pittoresca» e dà l’immagine «di un leader di partito già da tempo privo di una linea politica predefinita».
Il sipario sull’ennesimo paradosso si apre al momento di votare la relazione di De Michelis, che chiede «pieni poteri» per l’esplorazione. Sia Stefano Caldoro sia Chiara Moroni decidono infatti di astenersi, perché «il momento dell’esplorazione è finito con l’uscita dal partito di Bobo». Insomma, dopo che otto giorni fa un pezzo di partito se n’è andato per la sua strada, chi resta non sente il bisogno di fare quadrato. De Michelis viene sì confermato segretario «del vero Nuovo Psi», ma è probabile che i problemi ricomicino già da oggi, quando si presentarà al Congresso dei Radicali per portare avanti la tanto discussa esplorazione.