Prodi all’altezza di Churchill? Sì, per gli insulti

Battuta del Professore contro il Cavaliere inserita nella top ten delle invettive politiche di tutti i tempi

da Londra

A un passo dall’addio come premier e con una sfilza d’insuccessi sulle spalle, Romano Prodi può consolarsi con un insolito riconoscimento che gli giunge d’Oltremanica. Il quotidiano britannico Times l’ha infatti inserito nella top ten dei migliori «insultatori» politici di tutti i tempi accanto a gente del calibro di Winston Churchill e della regina Vittoria. Risultato di tutto rispetto visto che si tratta dell’unico esempio extra-britannico della lista. La battuta che gli è valsa la nomination è quella che il Professore rivolse al Cavaliere durante la campagna elettorale del 2006: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni».
Il Times enumera quindi le altre «citazioni» disegnando la parabola dell’invettiva, quasi sempre a sfondo aspramente sarcastico, così come ha solcato la politica britannica negli ultimi due secoli. Persino l’imperatrice Vittoria vi si è cimentata, ai danni di William Gladstone, al tempo primo ministro: «Il signor Gladstone si rivolge a me come se parlasse al pubblico» fu il suo commento dopo l’ennesimo scambio di visioni poco convergenti. Non poteva mancare poi Winston Churchill, che gelò il suo avversario Clement Attlee con la frase «è una pecora vestita con abiti da pecora».
La freddura politica non risparmia nessuno, tanto meno le donne. Anche Margaret Thatcher entra quindi nella classifica stilata dal Times ma come vittima. Lord St John di Fawsley la descrisse così: «Quando parla senza pensare, dice ciò che pensa». Più «radicale» la posizione di Jonathan Aitken, conservatore - finito in carcere per spergiuro dopo essere stato al centro di un’intricata vicenda di bustarelle e appalti d’armi con l’Arabia Saudita - che definì la «Lady di ferro» tanto ignorante di cose mediorientali da credere che «Sinai sia il plurale di setto nasale», «sinus» in inglese.