Prodi ammette: "Finanziaria da suicidio"

Bruxelles prevede un rapporto deficit-pil del 2,1%. E l’Europa insiste: extragettito per ridurre il disavanzo. Ma il premier vuol tenere i piedi in due scarpe: serve anche per le politiche sociali

Roma - La Commissione europea vede «rosa» i conti italiani 2007, ma «grigia» la discussione sull’utilizzo del tesoretto fiscale. Il commissario Joaquín Almunia sollecita l’utilizzo dell’extra-gettito per accelerare il risanamento. Ma Romano Prodi risponde con la solita tecnica del piede in due scarpe: ammette per la prima volta che la sua Finanziaria è stata «molto dura», e che il tesoretto va usato in modo da evitare il bis: «Non sono un suicida, dobbiamo andare verso una riduzione del peso fiscale». Definisce però «opportuno» l’uso dell’extra gettito nelle politiche sociali, come chiede l’ala sinistra della maggioranza.

Deficit al 2,1%. Nelle Previsioni di primavera presentate ieri a Bruxelles, spicca un deficit italiano al 2,1% quest’anno contro il 2,3% stimato dal governo e il 2,9% ipotizzato dalla stessa Ue l’autunno passato. Il disavanzo 2008 è stimato al 2,2% contro il 3,1% dell’ottobre scorso. La crescita 2007 è vista all’1,9% e quella del 2008 all’1,7%. Tuttavia, la Commissione scrive che «ci sono forti pressioni perché già quest’anno si redistribuisca parte delle entrate aggiuntive 2006, nonostante l’Italia sia molto lontana dal pareggio di bilancio, necessario per ridurre l’elevatissimo debito pubblico». Inoltre, avverte la Commissione, la dimensione dell’extragettito «è soggetta a considerevole incertezza»; e alcuni tagli di spesa, sulla sanità ad esempio, appaiono «non interamente realizzabili». Tutto questo spinge Almunia a confermare per la primavera 2008, e non prima, lo stop alla procedura per deficit eccessivo.

Rischio tesoretto. L’Europa evidenzia dunque una sorta di «rischio tesoretto» che offusca il rosa delle cifre. Ma la risposta di Prodi è ambigua: assicura da una parte l’uso del tesoretto a fini sociali, mentre dall’altra promette «la riduzione del debito, perchè dobbiamo mettere il Paese al sicuro». Più chiaro è invece Tommaso Padoa-Schioppa che avverte: «Le previsioni Ue sono confortanti, ma c’è un rischio: usare male questo ottimo risultato. Sarebbe un errore - spiega il ministro dell’Economia, a Bruxelles per l’Eurogruppo - tornare indietro per il solo fatto che siamo un po’ in anticipo sul cammino del pareggio di bilancio. Siamo fuori dall’emergenza ma il risanamento non è compiuto, e l’Italia è lontana dal saper esprimere una crescita economica autonoma». Padoa-Schioppa conferma così la sua contrarietà a disperdere il tesoretto in mille rivoli. Prima del Dpef, conclude, il governo non dirà nulla sulle misure per il 2008.

Prodi: no a stangate-bis. Intervenendo alla presentazione del Rapporto 2007 dell’Unioncamere, il presidente del Consiglio lancia alcuni messaggi, non del tutto coerenti. «Abbiamo fatto una finanziaria molto dura - ammette - non sono un suicida e non ne voglio fare un’altra così. Non possiamo imporre nuovi contributi, dobbiamo andare verso la diminuzione del peso fiscale. Il tesoretto va distribuito in modo da non fare altre finanziarie come quella passata». Una posizione che appare simile a quella di Padoa-Schioppa, e che vorrebbe evitare stangate-bis per i prossimi anni. Ma poi Prodi dice che è «opportuno» usare il surplus fiscale «in particolare nelle politiche sociali». Promette inoltre la partenza dal 1° luglio del «cuneo fiscale» allargato, secondo le indicazioni di Bruxelles, a banche e assicurazioni. Con costi superiori a quelli previsti.

La Cdl: Prodi «confessa». È evidente che Prodi cerca un compromesso fra le esigenze del risanamento, sollecitate da Bruxelles, e le pressioni dell’ala sinistra della maggioranza, Rifondazione e verdi in testa. «Le vere priorità per il nostro Paese - afferma il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio - sono il clima e gli investimenti nell’innovazione e nei giovani». Né mancano pressioni dall’ala destra, con la Margherita - in particolare il vicepremier Francesco Rutelli - che insiste per il taglio dell’Ici sulla prima casa. «L’Europa chiede al governo chiarezza sull’uso del tesoretto», osserva l’azzurro Antonio Tajani. Mentre Luca Volontè (Udc) e Giorgio Iannone (Fi) commentano: finalmente Prodi confessa, ammettendo quanto sia stata dura la sua Finanziaria.