Prodi: la Bossi-Fini non si tocca

Gaetano Ravanà

da Lampedusa

L'esodo di extracomunitari verso la Sicilia prosegue senza sosta. Complice un mare calmo, almeno fino a oggi, gli sbarchi si sono moltiplicati. Nel giro di poche ore, dalla tarda serata di giovedì a ieri mattina, si sono registrati nove arrivi per complessivi 314 persone. Insomma, in dodici ore 26 clandestini l'ora, uno ogni tre minuti. Mai in passato si era registrata una media così elevata. A questo punto, la situazione è diventata pesante anche se a Lampedusa sono presenti oltre seicento unità delle forze dell'ordine.
Ieri pomeriggio gli ultimi arrivi. Complessivamente 80 gli immigrati soccorsi su due imbarcazioni a circa 50 miglia a Sud di Lampedusa dalla Guardia di finanza. Nel primo gommone viaggiavano 44 extracomunitari, tra cui tre donne, nella seconda imbarcazione in vetroresina si trovavano altre 36 persone. Tutti sono stati trasbordati sul guardacoste «La Malfa» delle Fiamme gialle che poi ha raggiunto la più grande delle Pelagie. Il centro di permanenza temporanea di Lampedusa, gestito dall'associazione La Misericordia, rischia di scoppiare nuovamente, ma già dalle prime luci dell'alba di oggi, la Prefettura autorizzerà i primi ponti aerei con il Centro di accoglienza di Crotone. Nei giorni scorsi gli ospiti all'interno della struttura erano appena 21 ma ieri mattina nel Cpt si trovavano 293 immigrati, 40 dei quali sono stati trasferiti con il traghetto di linea a Porto Empedocle e altri 100 in aereo verso altri Cpt. Ai 153 extracomunitari rimasti nella struttura, che può ospitare fino a 190 persone, si sono aggiunto infine gli ottanta del pomeriggio di ieri. E, purtroppo, anche questi ultimi «viaggi della speranza» sono stati funestati dalla morte di una bambina di appena venti mesi, gettata in acqua dai genitori.
È drammatica la storia che i due genitori, provenienti dalla Sierra Leone, hanno raccontato ai soccorritori. I due clandestini sono arrivati sull'isola ieri mattina con il figlio di 5 anni e hanno raccontato di essere partiti una settimana fa dalla Libia, di avere perso la rotta durante la navigazione e di essere stati costretti a tornare indietro. Un viaggio allucinante sotto un sole cocente. I due immigrati hanno anche detto che sullo stesso barcone viaggiava anche un'altra famiglia con un bimbo. Anche lui sarebbe morto durante la traversata e il suo corpo sarebbe stato gettato in acqua. Stessa sorte sarebbe toccato a un neonato.
Lampedusa, quindi si conferma ancora una volta la porta d'ingresso illegale in Europa. Una etichetta che ai lampedusani non sta più bene. Molti di loro intendono scendere in piazza per manifestare contro il governo. La popolazione dell’isola attende risposte immediate e concrete per stoppare questo triste fenomeno che ha avuto, purtroppo, ripercussioni negative anche per il settore turistico. E se da una parte la popolazione lampedusana rumoreggia, dall'altra, Emergency, Arci, Cgil Sicilia, Osservatorio migranti Agrigento, Rete antirazzista siciliana e esponenti dell'associazionismo, della politica e dello spettacolo come Gino Strada, Dario Fo e Rita Borsellino chiedono la chiusura dei Cpt dei centri di identificazione, l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la stipula di accordi di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo che permettano un libero ingresso degli immigrati per ricerca del lavoro e la realizzazione di centri di accoglienza «trasparenti» e accessibili a tutti. Questi gli scopi della manifestazione nazionale antirazzista che si terrà a Lampedusa il 10 settembre.
Ma la tensione a Lampedusa è notevole e per questa manifestazione si temono scontri. Per quella data e Lampedusa pertanto si preannuncia una giornata davvero infuocata e Prefettura e Questura di Agrigento si stanno già mobilitando per evitare qualsiasi tipo di rischio. Intanto, il Comune di Lampedusa si è costituito parte civile contro i cinque presunti scafisti ritenuti responsabili del naufragio avvenuto nel Canale di Sicilia nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana.