Prodi cerca di nascondere i Pacs Ma oggi la sinistra litiga in piazza

Il Professore ribattezza «unioni civili» i patti di solidarietà, ma non basta. Sul corteo l’ira di Mastella e Fioroni (Dl)

Francesca Angeli

da Roma

I gay si uniscono in piazza e l’Unione divorzia. Romano Prodi pensava di superare le difficoltà interne al centrosinistra rinunciando non alla sostanza, dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di quelle etero, ma soltanto alla forma, cambiando un paio di vocaboli. E dunque invece di Patti civili di solidarietà, Pacs, ha inserito nel programma la definizione Unioni civili sperando così di accontentare un po’ tutti: dal cattolico Clemente Mastella all’episcopale Francesco Rutelli fino all’ex presidente dell’Arcigay, Franco Grillini.
Ma il gioco di prestigio non ha funzionato: non si possono inserire i Pacs nel programma e poi rammaricarsi se chi li chiede da anni promuove una manifestazione pubblica per rivendicare tale affermazione di diritti. E così quella di oggi si prospetta come una giornata di passione per il leader di un’Unione che in realtà non è mai apparsa tanto frantumata. La manifestazione che si terrà a Roma promossa da molte associazioni, omosessuali e no, mette a nudo tutte le contraddizioni dell’alleanza di centrosinistra rischiando di vanificare gli sforzi di Prodi per tenerla unita. Il Professore infatti l’altra sera ha chiamato Grillini per manifestare la sua amarezza di fronte a questa iniziativa che teme possa apparire come una provocazione gratuita.
Dal Vaticano piovono gli strali di Papa Ratzinger sui temi dell’aborto, della pillola e, per l’appunto, delle unioni gay oltretutto lanciati proprio in occasione dell’udienza concessa dal Pontefice al sindaco Walter Veltroni, al presidente della Regione, Piero Marrazzo e a quello della Provincia, Enrico Gasbarra. Di certo la componente cattolica del centrosinistra, che già mastica amaro per l’inserimento delle unioni civili nel programma, non sentiva proprio il bisogno di una manifestazione di piazza durante la quale un magistrato di Cassazione, Giovanni Palombarini, pure diffidato dal Guardasigilli, officia unioni tra persone dello stesso sesso anche se in modo puramente simbolico. E la sua presenza è stata criticata anche dal vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni: «Credo che un atteggiamento di maggior sobrietà e misura sarebbe più conveniente. Ognuno può fare quello che vuole ma a me questo non piace perché è una posizione molto esposta».
Oltretutto a Milano in contemporanea la sinistra sfilerà in difesa della 194 e per chiedere la distribuzione libera della RU486, la cosiddetta pillola abortiva, altro tema che provoca tensione dentro l’Unione. Eventi che rischiano di vanificare il faticoso lavoro di collage di Prodi.
E così lungo tutta la giornata di ieri è andato avanti un estenuante botta e risposta interno al centrosinistra dentro al quale Prodi si è ben guardato dal tuffarsi.
Il primo a parlare è proprio il diessino Grillini, destinatario della telefonata di Prodi che si confessa sorpreso per l’amarezza del Professore. «Ho spiegato a Prodi che la nostra sarà una manifestazione assolutamente sobria e tranquilla - dice Grillini -. La proposta di legge della quale io sono firmatario è la più moderata d’Europa, francamente non ci si può chiedere di più». Mentre in molti Paesi d’Europa oramai gli omosessuali possono sposarsi ed adottare bambini, dice in sostanza Grillini, noi ci accontentiamo di molto meno. Dunque, aggiunge l’ex presidente di Arcigay, «occorre considerare la manifestazione non come un problema ma come una risorsa per tutta l’Unione». Grillini infine sottolinea che «la Chiesa può dire quello che vuole, ma lo Stato, quando legifera, ha diritto di ignorare quello che dice il Papa» ricordando che «nella costituzione europea, condivisa dallo stesso Prodi, si dice che ogni cittadino ha diritto a farsi una famiglia».
Schierato al fianco di Grillini in questa battaglia Daniele Capezzone, segretario dei Radicali. «Mi spiace per l’amarezza manifestata da Romano Prodi, ma quella dei Pacs è una questione assolutamente irrinunciabile - dice - sulla quale lo stesso Prodi ha pronunciato nelle settimane passate parole importanti e positive». Poi il presidente dei socialisti dello Sdi, Enrico Boselli, che «con tutto il rispetto per Prodi» definisce i giudizi del Professore «avventati» e osserva che «sull’Italia grava ancora una sorta di padrinaggio politico del Vaticano», esorta il Paese a uscire dalla «controriforma». Il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti si limita a ricordare a Prodi che «i Pacs sono già nel programma dell’Unione, già scritto e concordato da tutti» e che oltretutto «lo stesso Prodi ne aveva parlato ripetutamente». Dunque non si comprende la sua reazione di fronte alla manifestazione, che si limita a festeggiare simbolicamente in anticipo quanto verrà attuato dal governo se a Palazzo Chigi andasse l’Unione.
Ma se Prodi si dice semplicemente amareggiato dentro l’Unione c’è anche chi si definisce chiaramente «incavolato» ovvero il leader Udeur, Clemente Mastella. «Se Prodi è amareggiato, io non posso non dire che sono incavolato. Sono completamente in dissenso sul piano politico e civile - attacca Mastella -. Spero peraltro che non incida negativamente sui flussi di consenso elettorale». Lo stesso timore coltivato da Giuseppe Fioroni della Margherita. «Su questi argomenti abbiamo già perso un referendum - dice Fioroni - non vorrei che ci perdessimo pure le elezioni».