Prodi ci riprova: "Dopo le elezioni torneremo noi al governo"

All'Assemblea del Pd il "padre fondatore" interviene prima di Veltroni e assolve il "suo" governo: "Non spetta a me dare voti, ma nelle condizioni date io penso che siamo stati bravi, forse molto bravi..."

Roma - "Credo che la pazienza sarà una virtù necessaria, quando dopo le elezioni torneremo alla guida del Paese...". Rieccolo Romano Prodi, garante del Partito democratico e di Veltroni che fa il suo annuncio, aprendo l'Assemblea costituente del Pd prima dell'intervento di Walter Veltroni di fronte a 2800 delegati.

"Io sono al fianco di Walter per rispondere alle domande che arrivano dalle realtà internazionali e alla crisi del sistema". Lo afferma il presidente del Consiglio Romano Prodi, nel suo intervento all' Assemblea costituente del Pd. "Stiamo lavorando per una grande forza di centrosinistra - prosegue - che raggiungerà la maggioranza nel Paese. Questa forza si chiama Partito democratico ed è l'insieme di culture politiche che affondano le loro radici in storie diverse il cui terreno però è comune ed è quello del riformismo".

"Unità, laicità e modernità sono i concetti per disegnare l'Italia che vogliamo. Un disegno però, per il momento, solo abbozzato e lontano dal quadro che abbiamo pensato. Dobbiamo ancora lavorare".

Negli ultimi tempi è riemerso "un confronto talvolta violento" tra laici e cattolici che deve essere superato da uno spirito di dialogo, evitando però sia un elogio acritico delle chiese che il disconoscimento delle nuove domande etiche che ci sono nella società. "Chi come me - ha detto Prodi - è cresciuto con l'insegnamento del Concilio Vaticano Secondo, riteneva superato il problema della laicità", mentre oggi assistiamo al ritorno di un "confronto violento" tra laici e cattolici. Prodi ha invitato a ispirarsi ai principi del "dialogo, confronto e tolleranza". Questo non significa "nel rapporto fra Stato e chiesa "una neutralità negativa o un'indifferenza reciproca". Si tratta piuttosto di "riconoscere uno spazio pubblico alle comunità religiose", perché "l'ispirazione religiosa può dare un forte contributo alla società. Questo principio è stato riconosciuto anche dal nuovo trattato Ue di Lisbona in un articolo, ha spiegato Prodi, "che io e Giuliano Amato abbiamo voluto fosse scritto". Infine, Prodi ha invitato ad evitare "due atteggiamenti negativi presenti in tutti gli schieramenti": vale a dire "o l'elogio acritico delle chiese o il non affrontare i nuovi temi etici che emergono per non pagare un costo politico".

"Non spetta a me dare voti, ma nelle condizioni date io penso che siamo stati bravi, forse molto bravi". Con forza dal palco dell'assemblea costituente Prodi assolve il "suo" governo, quello caduto al senato, quello che ha perso via via pezzi della maggioranza e credibilità agli occhi del Paese. "Certo - ammette Prodi - siamo rimasti sotto il livello delle aspettative che il Paese aveva forse perché il nostro percorso è stato interrotto, ma con le elezioni dobbiamo riprendere con vigore questo percorso e rilanciarlo".