Prodi ci riprova: "Meno tasse per tutti"

Il premier gongola per il boom delle entrate fiscali e si lascia andare alla solita promessa, dimenticando che la sua maggioranza è così divisa da non permettergli di farlo. <strong><a href="/a.pic1?ID=201335">Tremonti: &quot;Non canti vittoria, la ripresa non c'è&quot;</a></strong>

Novellara (Reggio Emilia) - «È finita l’epoca dei condoni, l’epoca degli aggiustamenti a posteriori: credo, è chiaro, che l’obiettivo di un governo deve essere quello di far pagare meno tasse a tutti». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, raggiunto dai cronisti nell’abitazione di famiglia a Novellara, nel reggiano, sulla situazione fiscale in vista dei dati positivi resi noti oggi da Palazzo Chigi relativi all’autotassazione 2007. Ma per raggiungere questo obiettivo, ha continuato il premier, «veramente deve continuare il lavoro contro l’evasione fiscale. Io credo - ha detto ancora Prodi, riferendosi alla necessità che ognuno paghi il dovuto al fisco - che se le cose sono fatte in modo serio, negli italiani vi sia la consapevolezza che è un dovere etico, un dovere civico ed è un dovere di tutti secondo naturalmente della propria ricchezza e delle proprie capacità».

Il premier si autopromuove: "C'è più serietà fiscale" I dati dell’aumento del gettito delle autoliquidazioni per il 2007 confermano che «c’è un minimo in più di serietà fiscale» e «un pò più di coscienza civica» anche se «siamo ancora ben lontani dal poter dire di vivere in un Paese in cui il peso è distribuito in modo equo». Ne è convinto il presidente del Consiglio. Ai cronisti che lo attendevano a Novellara, dove trascorre alcuni giorni ospite della suocera, Prodi spiega che «c’è un minimo in più di serietà fiscale. Siccome è un autotassazione del cittadino, siccome non sono cambiate le aliquote, c’è un pò più di coscienza civica». Tra l’altro, insiste il premier, «non c’è nessun aggravamento d’imposta di nessun tipo e di nessun genere, ma una maggiore consapevolezza». «Certamente - insiste il premier - siamo ancora ben lontani dal poter dire di vivere in un Paese in cui il peso è distribuito in modo equo. Siamo ben lontani da questo, ma almeno abbiamo fatto qualche passo nella direzione giusta».