Prodi ci riprova: ridurre le tasse si può Ma nessuno vuole tagliare la spesa

Il premier ha incontrato Padoa-Schioppa per mettere a punto la manovra. Nuova promessa agli italiani sulla diminuzione della pressione fiscale. No dei ministri ai tagli al bilancio: dopo quello di Parisi (Difesa) è arrivato l'altolà di Ferrero (Solidarietà)

Roma - Romano Prodi ha incontrato oggi il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa per mettere a punto la manovra finanziaria 2008 che negli annunci dovrebbe basarsi su tagli e assicurare un calo del peso fiscale. "Possiamo cominciare a dire ai nostri cittadini che le tasse possono diminuire", ha detto ieri sera Prodi. Alla riunione hanno partecipato anche il ministro delle Attività produttive Pierluigi Bersani e il responsabile per l’Attuazione del programma Giulio Santagata. "Non ci risulta che abbiano parlato di altro a parte di Finanziaria", riferiscono a palazzo Chigi.

La manovra, ha spiegato Padoa-Schioppa, non serve per correggere il deficit ma per finanziare le spese già concordate (4,1 miliardi) o il rinnovo di impegni consolidati (7,2 miliardi) o nuove iniziative (10 miliardi). In tutto sarebbero 21,3 miliardi che però potrebbero subire modifiche. Gli obiettivi finanziari del Dpef di luglio, sono stati recentemente confermati da Tesoro anche se la stima di crescita per l’anno in corso al 2% sembra più ambiziosa di prima.

L’Italia, che ha ancora aperta la procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione europea, dovrebbe portare, senza interventi, il deficit al 2,2% il prossimo anno dal 2,5% quest’anno. Qualche sorpresa potrebbe venire da una revisione al ribasso del Pil, ma le nuove stime del Tesoro non saranno pronte prima di qualche settimana. Confindustria ha fatto sapere mercoledì di aver ridotto la sua previsione di crescita a 1,7% da 1,8% e di non escludere ulteriori revisioni in caso persistano le turbolenze nei mercati finanziari. Ogni decimo di punto di minor crescita corrisponde a un aumento di deficit di 0,75 miliardi.

Il 10 settembre le proposte dei ministri per i tagli Il governo deve fronteggiare le minacce di sciopero fiscale dell’opposizione e le critiche di eccessiva avidità della Confindustria che propone un calo delle aliquote in cambio di minori sussidi. La pressione fiscale, che nel 2006 ha raggiunto il 42,6%, livello più alto dal 1999, in crescita dal 40,6% del 2005, dovrebbe continuare a salire quest’anno. Poichè Padoa-Schioppa ha fatto capire che non intende aumentare il prelievo fiscale e Prodi ha detto che anzi calerà il peso delle tasse, le risorse dovrebbero essere trovate con risparmi di spesa e lotta all’evasione.

Un aiuto potrebbe venire anche dall’andamento delle entrate che nei primi sei mesi dell’anno sono state del 6% superiori all’anno prima e il cui totale previsto a fine anno è stato recentemente aumentato di 4 miliardi rispetto alle previsioni contenute nel Dpef (452,2 miliardi) I ministri sono stati chiamati a presentare entro lunedì prossimo 10 settembre le proprie proposte di riduzione dei costi per controbilanciare nuove iniziative di spesa. Ma tagliare le spese non è facile. Come ha detto il vice ministro Vincenzo Visco, "è come rimettere il dentifricio nel tubetto". E dopo il no del ministro della Difesa Arturo Parisi a nuovi tagli, ieri il ministro di Rifondazione comunista per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero ha respinto l’idea che per il suo ministero non ci siano risorse aggiuntive.