«Ma Prodi deve rendere conto della seduta spiritica su Moro»

Guzzanti torna all’attacco sulle reticenze del Professore che fece il nome di Gradoli

da Roma

«L’aspirante presidente del Consiglio Romano Prodi ha ricevuto un avviso di garanzia ed è deferito al Tribunale dei ministri per le ipotesi di reato relative alla grottesca storia del piattino semovente» legata al sequestro Moro ed «è poi sotto accusa per aver consentito e approvato la manipolazione del dossier Mitrokhin in modo che le informazioni sul partito sovietico in Italia fossero rese incomprensibili, inutili, inutilizzabili». Lo sostiene il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti, soddisfatto della strategia «all’attacco» del premier sugli scheletri nell’armadio del Professore.
«Finalmente il presidente del Consiglio ha deciso di attaccare Prodi anche per il suo torbido passato e in particolare per la vergognosa vicenda della pretesa seduta spiritica durante la quale fu fatta emergere l’informazione sul covo delle Br in via Gradoli a Roma».
Per quanto riguarda invece il dossier Mitrokhin, secondo il senatore azzurro, «Prodi non soltanto mentì sulla fonte dell’informazione, ma la volle personalmente trasmettere alla segreteria della Dc e non alle autorità competenti, provocando un’operazione di polizia nell’alto Lazio. Questa notizia permise ai brigatisti nel covo di via Gradoli a Roma di eclissarsi».
«È evidente che uno solo dei partecipanti alla ridicola danza del piattino da caffè fra le lettere dell’alfabeto, possedeva fin dall’inizio l’informazione e manovrò per farla apparire opera di un piattino che si comportava come un computer azionato dai fantasmi di don Sturzo e La Pira», dice Guzzanti. In questo modo il presidente della Commissione Mitrokhin risponde «all’Unità e a tutti coloro che cercano di mascherare le responsabilità di Prodi per la pretesa seduta spiritica durante la prigionia di Moro grazie alla quale i carcerieri furono messi sull’avviso e fuggirono tirando in ballo l’onorabilità degli altri partecipanti alla seduta».
«L’ipotesi che il buon professor Prodi abbia finora mentito per salvaguardare la fonte (qualche bravo giovane dell’Autonomia operaia) dopo 28 anni è completamente priva di fondamento e a mio parere copre ben altro - sottolinea Guzzanti -. La legge consentiva allora come consente oggi di proteggere la fonte che non desidera essere individuata, senza alcun danno per chi ne trasmette le notizie. Sta di fatto inoltre che la società Nomisma, fondata da Prodi, è stata in joint venture con l’istituto Plehanov di Mosca, sezione economica del Kgb, e che lo stesso Prodi durante il golpe del suo amico Pavlov contro Gorbaciov, spiega le buone ragioni dei golpisti al Corriere della Sera dicendosi ansioso di conoscere le nuove direttive economiche dell’Urss, tornata al comunismo da guerra fredda».
L’ufficio stampa di Prodi ha subito replicato alle dichiarazioni di Guzzanti spiegando che il professore «non è mai stato deferito al Tribunale dei ministri. L’unico tentativo di deferimento del presidente Prodi è stato fatto da parte della destra con l’inganno “Telekom Serbia” ed è finito con il rinvio a giudizio per calunnia degli accusatori».
Diverse le reazioni nel centrodestra. L’ex ministro Francesco Storace (An) chiede di parlare di futuro invece di rimestare vecchie vicende («parliamo dei prossimi 28 anni non degli ultimi 28 anni»), mentre Forza Italia è compatta nell’accusa al Professore. «Ci troviamo di fronte a un episodio gravissimo che toglie ogni credibilità a un personaggio che aspira a diventare presidente del Consiglio - commenta il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto -. Il candidato della sinistra ci dica se realmente si è affidato a una seduta spiritica per accertare dove era tenuto prigioniero Moro o se invece essa serviva per coprire un’informazione che veniva da una fonte ritenuta credibile».
Il portavoce del presidente del Consiglio, Paolo Bonaiuti, affida invece a una nota il suo commento al silenzio di Prodi su via Gradoli. «Corre voce che nei giornali amici della sinistra ci sia stata una grande seduta spiritica che ha fatto letteralmente sparire la storia del piattino, del tavolino a tre gambe e del covo di via Gradoli. Miracoli dello spiritismo?».