Prodi, due giorni di clausura per ripassare aiutato dai suoi

da Roma

Adesso tirano al ribasso, dicono che è stato solo un «normale allenamento», lo precisano persino alle agenzie, con una dichiarazione informale. E lui ovviamente ostenta sicurezza granitica. Ti dice, Romano Prodi, che lo scontro non sarà un problema: «Con Berlusconi ho già vinto due volte, in duelli in televisione». Che il leader sia convinto è un bene, ma non lo sarebbe altrettanto se ne fosse convinto anche il suo staff. E infatti le cassette di quei due match sono state visionate e rivisionate, con le mani nei capelli per il confronto davanti alla Confesercenti su Rete 4 quando il Professore parlava sicuro della «Curva di Laffer», come se dicesse «buongiorno» o «buonasera». Dicono che il bonario Giulio Santagata si sia trasformato in uno sparring partner molto efficace, che il compassato ed elegantissimo Ricky Levi lo bombardi di domande, che l’ipercinetica Sandra Zampa prepari schede su schede. Il problema di quello staff prodiano, coordinato dall’imperturbabile Silvio Sircana, è che non ce n’è uno tra di loro che abbia il Dna di Berlusconi, uno che sia televisivo quanto lui.
Ed è davvero curioso che la sinistra ulivista continui a servirsi delle consulenze a pagamento dei Klaus Davi (Piero Fassino) quando potrebbe godere di quelle gratuite di Carlo Freccero. E tutti gli ripetono di non mettersi l’abito marrone come quello un po’ bulgaro che si mise Achille Occhetto nel 1994, e tutti gli raccomandano di partire subito tonico, di non apparire remissivo, di non mangiarsi le parole, di non bofonchiare. Il primo problema che si sono posti i prodiani ieri è stato quello di preparare il Professore a risposte efficaci che stessero dentro il tetto dei due minuti. Prodi è forte in economia, si direbbe se fosse uno studente del liceo, ma deve anche vendere bene la sua merce, deve riuscire a essere autorevole senza apparire noioso, deve dimenticarsi per un attimo di aver esordito con un programma «Il tempo delle scelte», in cui ammaestrava le scolaresche.
Il dettaglio divertente: il giorno in cui Oliviero Diliberto andò a duellare con il Cavaliere gli uomini immagine di Prodi diffusero la notizia di una telefonata ammonitoria affinché non facesse danni. Da due giorni quella cassetta viene studiata perché in casa ulivista si pensa che il leader del Pdci abbia tenuto botta gagliardamente. Oggi si ripassa fino all’ultimo, poi alle 21 a via Teulada, sperando di contenere il carisma mediatico di Berlusconi in un onorevole pareggio.