Prodi e Bertinotti si dividono anche sui libri per le vacanze

Il premier dopo l’intervista del presidente della Camera al «Giornale»: "Non leggerò Marx". E l’ex segretario di Rifondazione replica: "I gusti sono gusti..."

Giancarla Rondinelli
È un botta e risposta Bertinotti-Prodi a colpi di libri. Prima il presidente della Camera dalle pagine de Il Giornale invita il premier a leggere, durante le vacanze, Il Capitale di Karl Marx per «ricominciare dai fondamentali». Poi la replica secca del presidente del Consiglio: Il Capitale? «No. Non è tra i libri che leggerò», precisando però, a scanso di equivoci: «Non è che non ne abbia bisogno, semplicemente in valigia non c’è». E sul «rivedere i fondamentali», dal premier arriva un secco «no comment».
Uscendo dalla sua abitazione bolognese di prima mattina, in partenza per un soggiorno di due settimane a Castiglion della Pescaia, insieme alla moglie Flavia, i figli e i nipoti, è lo stesso Prodi a raccontare la sua «biblioteca estiva», con la scelta dei titoli che porterà con sè. Dunque nessuno spazio per Marx tra le riflessioni agostane del capo del governo, ma sì invece a libri dedicati ai sistemi politici stranieri, un paio di romanzi e perfino l'ultimo volume della saga di Harry Potter. Prima di mettersi in macchina, direzione la località toscana, per il presidente del Consiglio un salto in libreria a comprare gli ultimi testi per le vacanze. Occasione ghiotta per i cronisti che lo aspettavano sotto casa per chiedergli un commento sul consiglio lanciatogli da Bertinotti: approfittare della pausa estiva per leggere uno dei testi chiave della dottrina comunista. Per il presidente della Camera, infatti, sarebbe importante che Prodi mettesse la testa nelle teorie del padre del marxismo affinché «ricominci dai fondamentali». «Se uno gioca a calcio - spiegava nella sua intervista a Il Giornale - bisogna che sappia stoppare il pallone. Altrimenti non sa giocare».
Prodi però non raccoglie la provocazione bertinottiana decidendo di lasciar cadere nel vuoto il suggerimento dell’ex segretario di Rifondazione. «Ho già messo i libri in valigia - fa sapere il Professore - e Il Capitale di Marx non c’è. Non è che non ne abbia bisogno, semplicemente non c’è...». Quali saranno allora le letture estive del presidente del Consiglio? «Ho con me tanti testi - spiega il premier -: un po’ di storia, due o tre libri sui sistemi politici stranieri per vedere cosa succede negli altri Paesi. Poi, vado a prendere un romanzo o due». E ci sarà anche l'ultima fatica di J. K. Rowling con le avventure del famoso maghetto occhialuto, Harry Potter: «Dopo quello che ho detto, me lo lo hanno regalato ieri sera» spiega il capo del governo, riferendosi all’intervista rilasciata il giorno prima a Sky, dove aveva anticipato che probabilmente questa estate avrebbe letto anche l’ultimo episodio potteriano.
Dopodiché le ultime battute di Prodi sono sulla stretta attualità politica, la spina nel fianco degli ultimi giorni: il pacchetto welfare. «A me fa molto piacere che, pur con problemi e con riserve, sia la Confindustria sia la Cgil abbiano firmato il protocollo sul welfare. Il che testimonia che il documento era ed è serio». Il presidente del Consiglio, quindi non nasconde la sua soddisfazione commentando positivamente la decisione del segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, e del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo di siglare l’intesa. «Il protocollo - aggiunge Prodi - è stato fatto con serietà. Adesso non facciamo né commenti né polemiche. Andiamo in vacanza e poi ci ritroveremo a parlarne». Ma - incalzano i cronisti - sarà «un autunno caldo» quello che attende il governo dopo le ferie estive? «Ci doveva essere un autunno scorso caldissimo, una primavera bollente, un'estate bruciante», risponde ironico il premier. «Andiamo in vacanza che è meglio».
Il botta risposta tra Bertinotti e Prodi si chiude in serata, con la controreplica del presidente della Camera. Cambia lo scenario. Da Bologna si passa a Corciano, vicino Perugia, dove Bertinotti si reca nel pomeriggio per ricevere un premio. Anche dal capo di Montecitorio un accenno alla ripresa autunnale del lavoro politico, con l’auspicio che «sia caratterizzata dalla centralità del lavoro», e sottolineando come per lui «il lavoro sia la questione principale del Paese». Infine, come non chiedergli un commento sulla scelta del premier di leggere Harry Potter e non Marx? E lui, prontamente risponde: «Verrebbe da dire quello che diceva mia madre: i gusti sono gusti...».