«Da Prodi frasi volgari ma neanche un’idea»

Bossi: «Buon per lui se erano in centomila, però per vincere gliene serviranno molti di più»

Anna Maria Greco

da Roma

Molta aggressività, poca sostanza. Dovizia di retorica, carenza di proposta. Il nuovo Romano Prodi preelettorale, tutto all’attacco alla faccia della sbandierata moderazione, provoca aspre critiche nella Casa delle libertà. E c’è chi parla di flop della manifestazione.
«Debole, demagogica, deprimente», definisce il portavoce del premier Paolo Bonaiuti la «deludente esibizione» del Professore a piazza del Popolo. E spiega: «Debole nella ripetizione delle solite vecchie, logore bugie contro l'operato del governo; demagogico nella scelta dei toni a squarciagola da comizio no-global contro Berlusconi; deprimente nella rappresentazione di un'Italia a tinte fosche solo per attirare voti a sinistra». Per Bonaiuti nella piazza c’erano più bandiere rosse che persone e, soprattutto, è mancato «un minimo accenno di programma».
Su quanti fossero i militanti dell’Unione è scontro di numeri. Erano in centomila per Prodi? A chi glielo riferisce, Umberto Bossi risponde: «Buon per lui, vuol dire che ha ancora un seguito. Ma non basteranno i centomila di Roma per vincere!». Per prevalere sul centrodestra, con Silvio Berlusconi «che ha centinaia di migliaia di consensi e la Lega che al Nord ha un peso enorme», prosegue il leader del Carroccio, l'Unione «deve avere una forza enorme» .
In realtà erano poche decine di migliaia in piazza,30-40 mila al massimo, per Antonio Tajani, mentre la Cdl mobilitò a Roma un milione di persone contro la Finanziaria del centrosinistra. «Doveva essere una straordinaria dimostrazione di forza - dice - ma si è trasformata in un fallimento».
E il discorso di Prodi era «spudorato e volgare», per il coordinatore di Fi Sandro Bondi, anche per «l’intollerabile strumentalizzazione» del capo dello Stato.
Il ministro Udc per i Rapporti con il parlamento, Carlo Giovanardi, tocca un tasto delicato per il Professore ex democristiano. «Il linguaggio e le argomentazioni sono del tutto estranee alla tradizione di equilibrio e di moderazione nei cattolici impegnati in politica», afferma. E sottolinea che il candidato-premier dell’opposizione ha puntato su «livore ed insulti» per mobilitare la folla contro governo e parlamento, invece di offrire una vera alternativa di programma.
«Di programma, nemmeno uno straccio!», fa eco Domenico Nania di An, che vede nel discorso prodiano solo «bugie, ingiurie, invettive contro Berlusconi e il governo». In breve, «terrorismo mediatico». E tutto con «toni inutilmente astiosi e faziosi», concorda il collega di partito Maurizio Gasparri.
Per il ministro leghista Roberto Calderoli a piazza del Popolo si è vista una bella cerimonia: il funerale di Prodi. «Dove va - chiede - con quell’armata Brancaleone scortata dai social forum filo-terrorismo?».
Renato Schifani, capogruppo azzurro in Senato, fa il verso allo stesso Prodi. «L’Unione non merita un leader così estremista. Un piccolo tribuno senza avvenire». Che ha dipinto un’Italia ridotta alla fame, facendo «una parodia dell’Apocalisse», prosegue il ministro Fi Enrico La Loggia. Non è facendo «la retorica dei sessantottini» che l’opposizione esprime capacità di governo, avverte il ministro Udc Rocco Buttiglione. Mentre l’Udc Francesco D’Onofrio trova preoccupante «il permanere nella sinistra di una cultura da gulag sovietico». Ma per il vicecoordinatore di Fi Fabrizio Cicchitto il discorso del Professore è stato soprattutto dimesso, modesto, banale. «Con Prodi l’Italia finirebbe in serie C».
Proteste anche al femminile. «Neanche una parola per le donne, nel discorso di Prodi», accusa Daniela Santanchè di An. «Una manifestazione che puzza di vecchio: nessuna novità, soliti slogan, nessuna proposta, solo invettive», commenta Alessandra Mussolini, leader di Alternativa sociale.
Per il centrosinistra è iniziata una «rapida discesa», si rallegra il coordinatore dei giovani di Fi Simone Baldelli.