Prodi frena sul taglio dei ministri: "No a colpi di testa"

"Il problema si pone - dice - ma deve coinvolgere tutte le strutture politiche del Paese". Ma Di Pietro torna alla carica: "Mi auguro che il rimpasto di governo avvenga al più presto"

Roma - "Il problema della riduzione dei ministri, degli assessori e del numero di tutti coloro che fanno politica si pone. Ma non è che lo possiamo risolvere con un colpo di testa. È un problema che deve coinvolgere tutte le strutture politiche del Paese". Il presidente del Consiglio Romano Prodi preferisce lo status quo, o meglio cerca di prendere tempo sia sulle richieste di "tagliando" del governo, sia sui tagli, sia sul rimpasto. Tattica difensiva di chi è in difficoltà e cerca i parare i colpi bassi che arrivano dagli alleati. Così lancia il suo "messaggio" in una intervista al Tg3. Alla domanda se sia irritato di fronte a queste richieste di azzeramenti di ministri e di rimpasti, Prodi replica: "Se fossi irritato, dovrei cambiare mestiere...".
Poi cerca di ricucire con il leader in pectore del Pd, Walter Veltroni: "Rafforzerà il governo - dice - ma serve una nuova legge elettorale contro la frammentazione. Ne sono convintissimo. Questa frammentazione delle forze politiche è un disastro per l’Italia. Abbiamo bisogno di un forte Partito democratico, di un forte segretario e abbiamo bisogno anche di una legge elettorale che permetta di governare bene».

Walter promette fedeltà Prodi chiama, Veltroni risponde e giura fedeltà al governo fino al 2011. "Dal Partito democratico, quale che sia l’esito delle primarie di domenica, non ci si deve attendere nient’altro che un sostegno leale e forte al governo Prodi" e così sarà "fino al 2011, con grande determinazione" dice da Torino. "Tutti facciano lo stesso: basta con i conflitti interni".  

Di Pietro: "Rimpasto al più presto" Se Prodi frena, Di Pietro accelera e torna all carica. "Sia come ministro che come presidente dell’Italia dei Valori mi auguro e spero che il rimpasto avvenga e avvenga al più presto", fa sapere dall'assemblea nazionale dei Giovani imprenditori di Confartigianato a Firenze. "Ritengo che un governo, con la riduzione di una decina di ministeri e l’accorpamento delle funzioni e dei ruoli, sia più efficace e più efficiente, soprattutto in alcuni settori chiave come quelli delle infrastrutture e dei trasporti, dovendosi occupare di due facce della stessa medaglia ma anche per tutto ciò che riguarda la solidarietà, l’istruzione e quanto altro. Insisteremo con il presidente del Consiglio, ma anche col futuro segretario del Pd, affinchè il governo non sia luogo di spartizione di poltrone ma luogo di efficienza ed efficacia".