«Ma Prodi incoraggia il lavoro nero»

da Roma

Il manifesto confindustriale che Luca Cordero di Montezemolo, novello Lutero, si appresta ad attaccare alle porte della Fiera di Vicenza al convegno sulla concorrenza che inizierà domani non rappresenta una novità assoluta. Ne è convinto Michele Perini, alla guida di Assolombarda (la maggiore Confindustria locale, ndr) fino all’anno scorso e oggi presidente di Fiera Milano Spa. La paternità del taglio del cuneo fiscale propugnato da Viale dell’Astronomia, secondo Perini, è di Gabriele Albertini, sindaco di Milano ed ex presidente di Federmeccanica. Ma ancor più che la mancanza di originalità preoccupano le ricette prodiane: aiutare le imprese aumentando gli oneri sui lavoratori atipici potrebbe costringere le imprese a scegliere il «nero», l’esatto contrario dell’obiettivo che ci si prefigge.
Presidente Perini, parliamo delle proposte montezemoliane.
«Queste cose non sono una novità. Quando l’attuale sindaco di Milano, Gabriele Albertini, era presidente di Federmeccanica parlava di “busta paga trasparente” accennando agli oneri sul lavoro. Se però la ricetta è quella che propone Prodi, ossia elevare il prelievo sui lavoratori atipici, allora è completamente sbagliata perché non solo non si creerà lavoro, ma si incoraggerà il lavoro nero».
C’è qualcosa che manca nelle proposte?
«Io quello che non ho visto nel programma di Confindustria è una nuova Tremonti per favorire gli investimenti. L’altro tema enucleato da Montezemolo è quello degli sgravi per la ricerca, ma il problema è sempre lo stesso, ossia capire come trovare le risorse. Le priorità sono condivisibili, ma per realizzarle il programma l’economia italiana dovrebbe essere già in una fase di crescita».
Montezemolo è a favore delle liberalizzazioni...
«Il tema delle liberalizzazioni è importante, perché il nostro Paese è schiavo delle corporazioni. In Italia tutti parlano di aprire i singoli mercati, ma poi difendono il proprio. Dalle utility fino alle industrie farmaceutiche passando per le piccole Iri provinciali e regionali»
Confindustria intende rilanciare anche sulle infrastrutture.
«Sulle infrastrutture non si può imputare al governo di non avere avuto buona volontà. Bisogna guardare ai soggetti locali che intervengono. In Lombardia abbiamo l’esempio della Brebemi».
Montezemolo ha affermato che «il programma liberale della Casa delle Libertà è rimasto purtroppo sulla carta».
«Non è vero. Si possono enumerare: la legge obiettivo, la legge Biagi, la riforma della tutela del risparmio, la riforma del diritto fallimentare, la semplificazione e l’eliminazione delle imposte sulle successioni e sulle donazioni. Allora mi spieghino perché dai notai c’è la fila fino al 10 aprile per effettuare donazioni».
L’Unione europea ha confermato la condanna dell’Irap.
«Il vero problema del settore manifatturiero, dei servizi e del commercio è questo trappolone inventato da Visco. È un’imposta che si paga anche se non si guadagna».
A Milano il termometro della finanza registra temperature più elevate rispetto a quello politico. Da una parte il Corriere unionista di Mieli dall’altra l’interesse di Banca Intesa per Capitalia.
«Io mi auguro che all’assemblea degli azionisti di Rcs (editore del Corriere, ndr) qualcuno vada a rispondere di questa scelta perché il socio deve comprendere il motivo per il quale acquistare o conservare le proprie azioni visto che il principale quotidiano italiano, tradizionalmente imparziale, ha fatto una scelta di campo. C’è uno schieramento evidente, forte che io non condivido. Ci sono poteri che hanno mostrato quali sono i loro interessi. Io ho smesso di acquistare pubblicità sul Corriere».