Prodi invoca solidarietà ma incassa solo rifiuti

Neppure le Regioni di centrosinistra vogliono smaltire l’immondizia di Napoli. <strong><a href="/a.pic1?ID=232609" target="_blank">De Gennaro supercommissario</a></strong> per 4 mesi. Per affrontare l’emergenza tre
termovalorizzatori e quattro discariche

Roma - È arrivato rampante e deciso, come Armando Diaz al bollettino della vittoria, e se ne è andato come il generale Cadorna dopo Caporetto; anzi è fuggito per sottrarsi alle domande dei giornalisti, facendo infuriare anche quelli delle testate amiche. La sostanza delle due paginette lette con cipiglio ad esclusivo beneficio delle telecamere, sta ugualmente svanendo, anzi s’era già liquefatta al termine della surreale conferenza stampa. Come si può partorire un supercommissario per rimpiazzare un commissario e contemporaneamente un commissario liquidatore per far piazza pulita di supercommissario e commissari vicari? Con quale ragionevole speranza ci si può affidare al «contributo volontario» di altre Regioni: imbarcheranno l’immondizia al Molo Beverello per sbarcarla in Sardegna che la stiperà sul Gennargentu? Il Lazio di Marrazzo che già dice «obbedisco», girerà le sue ecoballe alla Toscana per ospitare quelle di Bassolino a Malagrotta che sta anch’essa per scoppiare? Tant’è che anche le Regioni di centrosinistra sono in rivolta. E infine, come si può promettere quale «obiettivo di medio termine», cioè un paio d’anni, la costruzione di «almeno tre termovalorizzatori» quando per assegnare i lavori di uno soltanto ci son voluti 14 anni e l’asta è andata pure deserta?

Più realistico proporre lo scarico dell’immondizia napoletana nella bocca del Vesuvio pregando San Gennaro di riaccendere il vulcano, piuttosto delle 42 righe partorite ieri alle 14.20 da Romano Prodi dopo tre ore di vertice «particolarmente approfondito» con Rutelli, Amato, Parisi, Pecoraro Scanio e la Bonino. L’ecoballa più incredibile se l’è sparata alla fine, imponendo a tutti i comuni campani l’elaborazione di un piano per la raccolta differenziata dei rifiuti «nei prossimi due mesi» e la sua realizzazione entro successivi «60 giorni». Guai a chi non rispetta i «termini», la mancata attuazione «determinerà l’immediato commissariamento dei Comuni inadempienti», è la promessa. Ma ce lo vedete il pur nobile popolo napoletano passare in quattro mesi dalla malabolgia in cui l’han precipitato, ai tre sacchetti di raccolta separata sotto il lavello? E quand’anche si miracolassero municipalizzate e spazzini, poi che si fa, la plastica in Sardegna, la carta in Lazio e il composto organico alla Puglia?

Vedrai quanti Comuni finiranno commissariati... Ma l’onda è inarrestabile, «entro due settimane» il governo «nominerà un commissario liquidatore per porre fine ai 14 anni di fase emergenziale», però da oggi e per «soli 120 giorni» è commissario straordinario De Gennaro, che sarà affiancato «con il ruolo di vicario» dal generale Franco Giannini, mentre ovviamente «è confermata la fiducia» al prefetto Pansa e il nuovo questore Puglisi «assumerà servizio in tempi brevissimi». Con Bassolino che resta al suo posto, sarà un bel balletto. Macabro e puteolente, purtroppo. Ma del resto, non ha annunciato anche l’apertura di quattro discariche «immediatamente utilizzabili»? Eran trascorse due ore e il sindaco di Serre, che ospita quella nel Salernitano, ha avvertito che la sua è a quota 370mila tonnellate e «raggiunta la soglia delle 700mila tonnellate», tra due settimane, non ospiterà più rifiuti.

Poco male, c’è il «concorso qualificato delle Forze Armate», no? Le quali però, fanno sapere che «a Napoli arriva De Gennaro, non l’esercito», e il generale Giannini è semplicemente a capo del Comando logistico del Sud, con sede appunto a Napoli. «Massima disponibilità», promette la Difesa, ma «sia chiaro che più di tanto non si può». Stan vedendo di quanto affiancare le 5 ruspe e i pochi camion già in campo, ma anche le discariche nel demanio militare sono un miraggio: appena 5 ettari a San Felice a Cancello, uno sputo di terra, e «fra tre o cinque mesi» altri 5 ettari a Carditello e 7 a Gricignano di Aversa.

Parole insomma. Che se anche riuscissero a frenare le sanzioni dell’Ue, che ha rinviato la seconda fase delle procedure a dopo l’incontro del 28 gennaio a Roma, difficilmente risolveranno il problema dell’immondizia.