Prodi: via libera all'election day

Il premier conferma: decreto in consiglio dei ministri. Sarà un "testo
semplicissimo" ma innescherà dimissioni a catena

Roma - Salvo «sorprese dell’ultimo momento» l’election day si farà. Il 13 e 14 aprile anche gli italiani sperimenteranno cosa significa votare con più schede ma in unica tornata sia per il Parlamento che per le amministrazioni locali. «Abbiamo avuto finalmente la risposta positiva da parte dell’opposizione - ha detto oggi il presidente del Consiglio Romano Prodi - se non ci sono ulteriori cambiamenti, si farà l’election day e si risparmieranno un pò di soldi e un pò di incomodo e io lo vedo molto positivamente». Quindi, il premier domani mattina alle 9 e 30 presiederà il Cdm che varerà il relativo decreto legge.

Niente di sconvolgente, perché, come hanno spiegato oggi fonti di governo, si «tratta di un testo semplicissimo», nel quale si scrive che «le elezioni amministrative sono convocate per i giorni 13 e 14 aprile, date che guarda caso coincidono con quelle delle elezioni politiche». In Italia infatti non c’è una normativa unica per le elezioni: politiche e amministrative, infatti, hanno regole proprie e vivono vite autonome. Eppure, la coincidenza dei due appuntamenti elettorali innesca una serie di reazioni a catena, soprattutto per le incompatibilità fra incarichi amministrativi e politici, stabilite dalle norme vigenti o dalla prassi dei partiti.

La prima e più vistosa novità è costituita dunque dalle dimissioni del sindaco di Roma, Walter Veltroni, candidato premier del centrosinistra. Questo porterà al rinnovamento dell’amministrazione della Capitale e all’elezione anticipata del sindaco. In forse anche la posizione della Lombardia: il presidente della regione, Roberto Formigoni, ad esempio, potrebbe dimettersi per correre alle politiche e quindi innescare il rinnovamento della Giunta e del Consiglio Regionale.

Quello che è certo è che si voterà per il rinnovo delle amministrazioni di Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Sicilia, dopo le dimissioni del presidente Totò Cuffaro. Inoltre, saranno interessate dalle consultazioni le province di Bolzano, Trento, Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo e Siracusa. Fra i capoluoghi di provincia, oltre a Roma, elezioni a Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Udine, Massa, Pisa, Pescara e Messina.

I dati, comunque, non sono ancora aggiornati e anche gli uffici del Viminale sono al lavoro per tracciare una nuova mappatura delle città nelle quali si voterà. Vale infine la pena di ricordare che chiunque si dimetta da una carica amministrativa ha comunque 20 giorni di tempo per ’ripensarcì e ritirare le dimissioni, rimanendo in carica come prima.