Prodi minimizza l’emergenza Napoli per continuare a non occuparsene

Prodi è venuto a Napoli, ha espresso le sue sentenze e se n’è andato. Di fronte a una realtà che per poterla vivere sulla propria pelle basta un soggiorno un po’ più prolungato, il premier si è comportato con un tono di superiorità e distacco, dando la palese impressione a molti napoletani di voler minimizzare il problema con la scusa che esso viene ingigantito apposta. Ma la verità è che la criminalità si è scatenata proprio in questi giorni e le forze dell’ordine sono insufficienti per sanare il problema. Lo stesso procuratore di Napoli ha detto che la situazione è tale, specialmente in provincia, che servirebbe un’organizzazione dell’intelligence in termini di più investigatori, per cercare di sradicare nell’ombra occulta delle cause primarie la paternità di ogni fatto di cronaca. Ma sappiamo bene che il vastissimo problema dell’intelligence è stato glissato dalla sinistra da sempre, perché con la scusa che non bisogna spiare la gente e investigare su fatti privati di ciascuno, essa ha dimostrato ancora di più che l’unico programma che ha portato avanti nel concreto è stato l’atavico odio verso la Cdl e tutti coloro che l’hanno votata.