«Prodi è nei guai, mi attacca per salvarsi»

Adalberto Signore

da Roma

Immobilizzato ad Arcore nel suo «letto di dolore» (dovrebbe entrare in clinica per l’operazione al menisco già questa mattina), Silvio Berlusconi segue con un certo disappunto la giornata politica. Apertasi sugli echi della polemica con Michele Santoro, che nella trasmissione di giovedì sera ha rifiutato un intervento telefonico del Cavaliere sul caso Mills. E andata avanti sull’onda della polemica seguita alle dichiarazioni di Romano Prodi, riportate in un documentario tedesco e poi riprese nell’ultimo libro di Bruno Vespa L’Italia spezzata («Berlusconi è un prepotente» che ha «una quantità illimitata di risorse per violare costantemente la legge»).
Polemiche sulle quali il Cavaliere è tornato, ma solo incidentalmente, nei due collegamenti telefonici fatti con i comizi di Larino e Campobasso, dove si è chiusa la campagna elettorale per le regionali di domani e lunedì. Berlusconi, infatti, non vuole alimentare il muro contro muro con Prodi, convinto che personalizzare lo scontro è solo un modo per ricompattare la maggioranza. «Oggi - confida durante alcune telefonate con i suoi parlamentari riuniti a Sharm el Sheik e in alcuni incontri ad Arcore - abbiamo avuto la dimostrazione che resto io l’unico collante del centrosinistra». Insomma, Prodi «mi attacca di petto» per cercare di «distogliere l’attenzione» dai suoi guai. E sul premier lo sfogo del Cavaliere è durissimo: «Sono incredulo. È un uomo rancoroso e cattivo, è la sua natura. Ed è vendicativo, come dimostra anche il ddl sulla riforma tv che è lui a spingere più di tutti nonostante le molte perplessità della sua maggioranza. Non sarà un caso il fatto che anche nel centrosinistra non lo sopportano più». Il leader di Forza Italia, poi, avrebbe ricordato l’intervista di Prodi a Die Zeit dello scorso 7 giugno in cui definiva l’Italia un Paese «schiavizzato dall’ex premier» per dimostrare che quella di Prodi è una «politica vendicativa». Pensare - ragiona ad Arcore con un dirigente azzurro - che quando era presidente della Commissione Ue ho pure provato a stabilire un dialogo. Berlusconi è durissimo anche su Santoro: «Ha rifiutato di farmi intervenire per dire una parola di verità sul caso Mills, un caso che non esiste. E lo ha fatto solo per farsi pubblicità visto che la sua trasmissione si sta dimostrando fallimentare».
Nei due collegamenti telefonici con il Molise, però, il Cavaliere preferisce non entrare nel merito delle accuse di Prodi. E anche la polemica con Santoro la prende alla larga: l’Italia della sua trasmissione «è quella dell’odio, dell’invidia sociale, delle calunnie, del rancore e delle tasse». «Dall’altra parte - aggiunge - c’è l’Italia che vogliamo noi, della solidarietà, della tolleranza, della libertà e dell’amore». Il leader di Forza Italia attacca poi la maggioranza, dove «Margherita e parte dei Ds non possono che sottostare ai diktat della sinistra estrema perché se questo non fosse cadrebbe l’esecutivo». Un «governo che è sentito dal 70 per cento degli italiani come pericoloso». E infatti, aggiunge, «il suo gradimento è sceso sotto il 30 per cento» e «Prodi ha perso 20 punti in sei mesi nella fiducia dei suoi elettori». Il Cavaliere torna sul decreto Visco-Bersani e sulla Finanziaria: sono «prigionieri della sinistra massimalista» e «hanno introdotto 67 nuove imposte». Con l’obbligo di pagare con carta di credito le spese oltre i cento euro, poi, si è arrivati a «una schedatura di tutti gli italiani», cosicché «possono condizionare chiunque». Insomma, siamo in un «regime di polizia tributaria». Per tutte queste ragioni, Berlusconi chiede che dal Molise arrivi «a tutti gli italiani un segnale di risorgimento e di novità». «Questo voto - conclude il suo collegamento con Campobasso rivolgendosi al candidato governatore del centrodestra Michele Iorio - è rilevante non solo per rinnovarti la fiducia, ma anche perché è la prima consultazione elettorale da quando è al potere il governo di Romano Prodi, un governo prigioniero dell’estrema sinistra che tutti hanno ormai valutato».